La mossa del cavallo

Gioca per tre risultati

Posted in Altra cultura, Scacchi, Storia by lollipop on dicembre 5, 2008

bolelli
Immaginiamo la seguente situazione: ultimo turno di un torneo di scacchi (ma va bene una qualsiasi altra cosa con un sistema di punteggio analogo). Siete in testa con mezzo di punto di vantaggio sul secondo classificato che dovete affrontare proprio nell’ultima partita. Tutti gli altri giocatori sono staccati di almeno un punto, quindi una patta vi assicurerebbe la vittoria del torneo. Il secondo classificato, invece sarebbe sicuro della vittoria finale in caso di vittoria contro di voi.
Che cosa dovete fare? Giocare solo per la patta è un buon modo per arrivare a perdere: voi cominciate giocando un apertura senza pretesa, che dovrebbe portare ad un gioco pari senza eccessivi rischi. Immediamente il vostro avversario capisce di trovarsi in modalità “gioco per due risultati” (vinco o patto) e lui, si, senza rischiare, farà pressione per cercare di vincere fino all’ultima mossa della partita. Voi, con il vosto gioco passivo e la vostra mente che gioca per un solo risultato (“devo pattare”) rischiate seriamente di perdere. La storia degli scacchi è piena di esempi di questo tipo.
Quello che bisogna fare è pensare alla struttura dei premi del torneo. Voi se vincete o se pattate vi assicurate il primo posto, ma anche in caso di sconfitta potete ancora sperare di arrivare secondo, o perlomeno tra i primissimi. La situazione è differente per il vostro avversario: la vittoria gli assicura il successo nel torneo, ma la patta gli garantisce se non il secondo posto, un piazzamento (e relativo premio) dignitoso. Con la sconfitta verrebbe probabilmente scavalcato da molti dei giocatori che lo seguono in classifica. La conclusione è semplice: dovete giocare per tre risultati. Dovete subito far capire al vostro avversario che potrebbe anche perdere, e rischiare di trovarsi fuori dai premi.
Dovete impostare una partita complicata, e a quel punto offrirgli una via di fuga, rappresentata dalla proposta di patta!

In termini di teoria dei giochi, si può dire che la vostra minaccia deve essere credibile.
Il collegamento con la Teoria dei Giochi, per quanto ora mi appaia ovvio, è frutto di una suggestione di Lars Bo Hansen ed in particolare dalla lettura del suo libro “Foundation of chess strategy”, Gambit 2005.

Ovviamente, se la struttura del torneo fosse diversa, ad esempio del tipo “Winner takes all”, bisogna fare delle correzioni a questo ragionamento.

 

In maniera diversa, ed in riferimento ad un più ampio contesto Daniele Bolelli dice le stesse cose nel suo libro “La tenera arte del guerriero. Arti marziali, combattimento e spiritualità nell’immaginario contemporaneo.” Castelvecchi 1996.

“Come gli animali attaccano quando percepiscono paura e debolezza, così anche le persone inconsciamente possono sentire la forza di una persona ed evitano di entrare in conflitto con chi è sicuro di sé. Quando anche andasse male e il combattimeto fosse inevitabile, non sarebbe un problema tuo ma dei tuoi avversari. D’altra parte, se non hai la forza interiore di un guerriero, è molto difficile offrire alternative. Le offerte di pace di una persona che non teme lo scontro hanno un potere che una pace nata dalla paura non potrà mai avere. Se non hai credibilità, nemmeno la migliore dialettica può avere successo. Il potere guerriero di dominare il conflitto è la migliore garanzia per evitare il conflitto. Per vivere in pace bisogna avere la forza di fermare una guerra.”

La copertina del libro di Bolelli, un altro omaggio a Bruce Lee.

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