La mossa del cavallo

Gli eroi della ritirata

Posted in Altra cultura, Libri, Storia by lollipop on maggio 19, 2009
Hans Magnus Enzensberger

Hans Magnus Enzensberger

“Zig zag – Saggi sul tempo, il potere e lo stile” è una raccolta di saggi di Hans Magnus Enzensberger, pubblicata nel 1997 in Germania e due anni dopo, per Einaudi, in Italia.

Qui ne parliamo perché in uno dei saggi tocca da vicino un argomento di cui abbiamo già parlato, quello della fuga, o per usare l’espressione di Enzensberge, la ritirata.

(…) Fu Clausewitz, il classico per eccellenza del pensiero strategico, a dimostrare che l’operazione bellica più difficile è proprio la ritirata. E ciò vale anche per la politica. Il non plus ultra dell’arte del possibile consiste appunto nel saper rinunciare a una posizione insostenibile. Pertanto, se la grandezza di un eroe dipende dalla difficoltà del compito che deve affrontare, lo schema eroico non dovrà essere soltanto rivisto ma addirittura invertito. Qualsiasi idiota è in grado di lanciare una bomba. Mille volte più impegnativo, invece, è riuscire a disinnescarla.

Abilità e competenza, tuttavia, non bastano certo a far di un uomo un eroe. Ciò che lo rende memorabile è la dimensione morale del suo agire. Eppure è proprio qui che gli eroi della ritirata devono affrontare riserve tanto massicce quanto tenaci. (…)

Chi abbandona le proprie posizioni non rinuncia solo oggettivamente allo spazio, ma anche a una parte di se stesso. Un passo simile può riuscire soltanto a una condizione: che individuo e ruolo si separino. L’ethos dell’eroe consiste appunto nella sua ambivalenza. E l’esperto dello smantellamento, accettando di vivere questa ambivalenza, dà prova della sua fermezza morale. (…)

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Mutarsi in attacco

Posted in Storia by lollipop on gennaio 26, 2009

Hans Delbruck

Hans Delbruck


… Regola numero uno di Clausewitz: “In guerra, l’unica certezza è l’incertezza”. Il solo modo di opporsi al dominio del Fato è dunque apprendere il metodo razionale del combattimento. Questo paradosso è la guerra e ve ne insegnerò il segreto”.
Fiore Mastema infilò il cucchiaino di granita di limine, scartò pigra i bianchi petali di gelsomino che la decoravano e fissò Terzo: “Sarebbe?”.
“Sarebbe, cara duchessima, che non si vince mai, tranne in rare eccezioni, difendendosi. Prima o poi bisogna decidersi ad attaccare”.
(…) Vi ho spiegato l’importanza della difesa: ma da una posizione di difesa bisogna poi passare all’offensiva. E qui non ho che da citarvi il maestro Delbruck, tu prendi appunti e lei ascolti cara Fiore: non mi crede, lo so, ma prima o poi leve verrà utile nella vita”.
Terzo leggeva la traduzione del Delbruck, faticosamente compilata con Amedeo Camapri: “Battaglia di Hastings, decisiva per la conquista dell’inghilterra di Guglielmo il Normanno. (…) Sentite il Delbruck: “Gli anglosassoni di Harold erano forti sulla difensiva, ma le battaglie non si vincono solo difendendosi. La difesa è negativa, la vittoria è positiva. Con eccezioni estremamente rare, la sola difensiva che possa condurre alla vittoria è quella che al momento opportuno, si muta in attacco. Abbiamo visto gli ateniesi a Maratona: impotenti ad affrontare un nemico più numeroso in campo aperto, si difesero, scattando però all’attacco all’ordine di Milziade. Harold non fu capace di fare altrettanto: i suoi portacolori erano coraggiosi, ma il coraggio non vale la disciplina. Andarono all’assalto in disordine e fallirono.”

Brano tratto da “Principe delle nuvole” di Gianni Riotta
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