La mossa del cavallo

Bad beat

Posted in Poker by lollipop on ottobre 8, 2009

bad beatGiocando a poker può capitare di perdere un grosso piatto in cui si era favoriti dal calcolo delle probabilità, perché l’avversario pesca una delle poche carte che può fargli ribaltare la situazione. In questo caso si parla di “bad beat” che è l’incubo di molti giocatori, non solo per il valore della mano in sé, ma anche perché questo colpo sfortunato tende ad avere influenze psicologiche che danneggiano anche il gioco successivo.

Ian Taylor e Matthew Hilger, nel loro “Poker Mindset” evidenziano quattro fasi nell’evoluzione di un giocatore in rapporto alle “bad beat”: la rabbia, la frustrazione, l’accettazione, l’indifferenza.

Non ci vuole chissà quale spirito di osservazione per notare che si tratta di quattro fasi che hanno a che fare con tutti i tipi di “bad beat”, non solo a quelle del gioco del poker.

E voi, nei confronti della vostra personale bad beat, in che fase vi trovate?

Fase 1 – Rabbia

La reazione iniziale del giocatore è di adirarsi. (…) Questa rabbia potrebbe scaricarsi su numerosi obiettivi possibili, a seconda di cosa è accaduto nella mano. L’obiettivo più comune è l’avversario. Soprattutto se il giocatore crede di aver perso il piatto a causa del brutto gioco di questo. Ad esempio, l’avversario completa un progetto improbabile quando invece il gioco corretto sarebbe stato quello di foldare.

Molti giocatori sfogheranno la rabbia verbalmente, correggendo e sminuendo l’avversario che gioca male. (…)

Se perdesse il piatto a causa delle brutte carte (ad esempio, al flop fa scala ,a perde con un full) il giocatore sfogherebbe la sua rabbia da qualche altra parte. (…) I giocatori più diplomatici daranno semplicemente la colpa della loro sfortuna al destino, agli dei del poker o a qualsiasi altra divinità in cui credono.

I giocatori nella fase 1 si mettono nelle condizioni di soffrire ogni volta che perderanno un piatto. Spesso inizieranno a “andare su tutte le furie”, condizione in cui il giocatore va in tilt giocando in modo troppo loose o troppo aggressivo. Cercheranno anche di pareggiare i conti con l’avversario che li ha battuti o continueranno a giocare finché non riavranno i soldi che hanno perso.

È molto difficile essere un giocatore di successo se vi trovate alla fase 1.

Fase 2 – Frustrazione

I giocatori nella fase 2 hanno imparato a rimuovere le emozioni più distruttive dalla propria reazione quando perdono un grosso piatto. Perderli sarà comunque doloroso, ma questo dolore si manifesterà più sotto forma di frustrazione che di rabbia. I giocatori in questa fase saranno frustrati dalla casualità del poker. Non faranno che pensare ai “se solo…” della mano.

Il problema per i giocatori alla fase 2 è che si fissano ancora sui risultati nel breve termine. (…) I giocatori frustrati comprendono le realtà del poker, solo che non le hanno ancora accettate. (…) Senza dubbio potete essere bravi giocatori alla fase 2, ma il vostro atteggiamento vi ostacolerà. Anche se non sarete inclini ad infuriarvi come i giocatori alla fase 1, comunque sbaglierete gioco molte volte a causa della frustrazione, e sarete soggetti ai tilt…

 Fase 3 – Accettazione

I giocatori alla fase 3 capiscono e accettano la realtà del poker… Comprendono che il gioco implica molta fortuna nel breve termine e come risultato sono destinati a perdere a volte dei grossi piatti. Se vengono battuti da un giocatore scarso, che riesce a portare a termine un progetto in extremis, tendono a non reagire male perché sanno che nel lungo periodo, vinceranno soldi quando i loro avversari cercheranno di chiudere progetti non vantaggiosi.

Non c’è bisogno di dire che i giocatori nella fase 3 non si fanno influenzare dai risultati dei piatti … hanno imparato a guardare in prospettiva i risultati nel breve termine e a concentrasi su ciò che è pi importante.

I giocatori nella fase di accettazione vanno meno incontro alla possibilità di andare in tilt rispetto a quelli nella fase 1 o 2. Sanno che guadagneranno per gli errori dei loro avversari anche se perderanno quella singola mano. (…) La fase 3 è un buon atteggiamento quando si perdono i grossi piatti. In questa fase avrete tutte le possibilità di essere un bravo giocatore e infatti è questo l’atteggiamento che i giocatori che hanno più successo imparano ad adottare.

 Fase 4 – Indifferenza

Per raggiungere la fase 4 bisogna essere un giocatore estremamente disciplinato con un notevole autocontrollo, pochissimi giocatori ci riescono. Nella fase 4, un giocatore non registrerà nessun tipo di ansia per aver perso un grosso piatto. Invece di provare rabbia, frustrazione o persino accettazione della mano, si concentrerà totalmente su come hanno giocato i suoi avversari e su quello che può imparare dalla mano. Che perda o che vinca è un dettaglio irrilevante. Alla fase 4 i giocatori capiscono che l’unica cosa che conta nel poker è il lungo termine. Il risultato di una mano è irrilevante e non vale nemmeno la pena pensarci. Per loro, l’unica cosa che importa nella singola mano è se hanno preso le decisioni giuste. Se l’hanno fatto, allora è stata una buona mano. I giocatori nella fase 4 hanno l’atteggiamento perfetto verso la perdita dei grossi piatti. Se mai andranno in tilt, non sarà certo per i risultati nel breve termine. Questo li pone enormemente in vantaggio rispetto ai giocatori che non riescono ad adottare questo atteggiamento.

Immagine di evanwork tratta da flickr.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: