La mossa del cavallo

Venezia

Posted in Mediterraneo by lollipop on maggio 31, 2009

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Ripeto: acqua è uguale a tempo, e l’acqua offre alla bellezza il suo doppio. Noi, fatti in parte d’acqua, serviamo la bellezza allo stesso modo. Toccando l’acqua, questa città migliora l’aspetto del tempo, abbellisce il futuro. Ecco la funzione di questa città nell’universo. Perché la città è statica mentre  noi siamo in movimento. La lacrima ne è la dimostrazione. Perché noi andiamo e la bellezza resta. Perché noi siamo diretti verso il futuro mentre la bellezza è l’eterno presente. La lacrima è una regressione, un omaggio del futuro al passato. Ovvero è ciò che rimane sottraendo qualcosa di superiore a qualcosa di inferiore: la bellezza all’uomo. Lo stesso vale per l’amore, perché anche l’amore è superiore, anch’esso è più grande di chi ama. 

novembre 1988

Iosif Brodskij

Fondamenta degli incurabili

L’immagine è tratta dal sito www.josephbrodskij.org

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Elogio della fuga

Posted in Altra cultura by lollipop on maggio 27, 2009
Henry Laborit

Henri Laborit

Quando non può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani da costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione.

Forse conoscete quella barca che si chiama Desiderio.

Henri Laborit, dalla prefazione al suo “Elogio della fuga” (1976, Mondadori 1982)

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Difesa e contrattacco

Posted in Poker by lollipop on maggio 25, 2009

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A volte, anche nel poker,  la miglior difesa è il contrattacco. Ce lo spiega David Apostolico in un articolo apparso qualche tempo fa sulla rivista “Poker Sportivo”.

Quando vi attaccano troppo spesso, dovete contrattaccare

 … non è una buona cosa chiamare ogni potenziale bluff. Quando non avete una buona mano, passare è nel vostro interesse. C’è una linea sottile, tuttavia, tra il fare un buon laydown e permettere all’avversario di rubarvi il piatto.

Se un avversario sa che passerete sempre, a meno che non avete una buona mano, vi attaccherà costantemente. Continuerà a puntare finchè non risponderete al fuoco. Non è saggio farlo ogni volta, però dovete sempre avere una precisa consapevolezza della vostra immagine al tavolo. Se un giocatore in late position rilancia ogni volta che siete sul big blind, dovrete controrilanciare prima o dopo, indipendentemente dalle carte che avete, altrimenti continuerà a farlo.

A volte anche nel poker, la miglior difesa è il contrattacco.

Immagine di Wenspics, su flickr qui

Gli eroi della ritirata

Posted in Altra cultura, Libri, Storia by lollipop on maggio 19, 2009
Hans Magnus Enzensberger

Hans Magnus Enzensberger

“Zig zag – Saggi sul tempo, il potere e lo stile” è una raccolta di saggi di Hans Magnus Enzensberger, pubblicata nel 1997 in Germania e due anni dopo, per Einaudi, in Italia.

Qui ne parliamo perché in uno dei saggi tocca da vicino un argomento di cui abbiamo già parlato, quello della fuga, o per usare l’espressione di Enzensberge, la ritirata.

(…) Fu Clausewitz, il classico per eccellenza del pensiero strategico, a dimostrare che l’operazione bellica più difficile è proprio la ritirata. E ciò vale anche per la politica. Il non plus ultra dell’arte del possibile consiste appunto nel saper rinunciare a una posizione insostenibile. Pertanto, se la grandezza di un eroe dipende dalla difficoltà del compito che deve affrontare, lo schema eroico non dovrà essere soltanto rivisto ma addirittura invertito. Qualsiasi idiota è in grado di lanciare una bomba. Mille volte più impegnativo, invece, è riuscire a disinnescarla.

Abilità e competenza, tuttavia, non bastano certo a far di un uomo un eroe. Ciò che lo rende memorabile è la dimensione morale del suo agire. Eppure è proprio qui che gli eroi della ritirata devono affrontare riserve tanto massicce quanto tenaci. (…)

Chi abbandona le proprie posizioni non rinuncia solo oggettivamente allo spazio, ma anche a una parte di se stesso. Un passo simile può riuscire soltanto a una condizione: che individuo e ruolo si separino. L’ethos dell’eroe consiste appunto nella sua ambivalenza. E l’esperto dello smantellamento, accettando di vivere questa ambivalenza, dà prova della sua fermezza morale. (…)