La mossa del cavallo

Heaven & Earth

Posted in Film by lollipop on novembre 24, 2008

heavenearth
Oggi ho acquistato su Amazon la locandina del film “Heaven & Earth” di Haruki Kadokawa del 1992. Two warriors. Two dreams. One destiny.
E’ la storia di Uesugi Kenshin e di Takeda Shingen e della quarta battaglia di Kawanakajima, uno dei primi argomenti di questo blog.

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Non pensare ma osserva

Posted in Altra cultura, Scacchi by lollipop on novembre 22, 2008
La fontana di Marchel Duchamp

La fontana di Marchel Duchamp

Un articolo di Anna Li Vigni sul Sole 24 Ore di domenica 3 dicembre 2006, ripescato casualmente dai nostri archivi, era intitolato “Non pensare ma osserva” ed era illustrato da un immagine della celebre “Fontana” del 1917 di Marcel Duchamp.

L’articolo, che si propone di parlare di un saggio di Silvana Borutti “Filosofia dei sensi. Estetica e pensiero tra filosofia, arte e letteratura”, inizia raccontando come “Un bel giorno a Duchamp, com’è noto, un normalissimo orinatoio apparve improvvisamente come una meravigliosa fontana, e fu così che egli decise di proporne l’esposizione in un museo. In realtà, più che la fontana in sé, che divenne un celebre ready made, il museo accolse il gesto artistico dell’autore. L’autrice poi cita anche Wittgenstein, “che non mancò di evidenziare, nell’ultima parte della sua opera, lo stretto rapporto che intercorre tra il pensiero e la sua radice sensibile e invitava ad assumere un corretto atteggiamento filosofico ammonenndo: “Non pensare, ma osserva!”. Perché egli era certo del fatto che ogni immagine mostri il proprio senso e che la filosofia debba muoversi proprio nella direzione di un risveglio al senso. E tal riguardo l’arte ha molto da insegnare…”.

Beh, a noi tutto questo a fatto venire alla mente il primo dei peccati scacchistici individuati da Jonathan Rowson nel suo “I sette peccati capitali degli scacchi” (Caissa Italia 2006; edizione originale del 2000): il pensare. Rowson fa notare che “Pensare è un procedimento molto intricato, che porta a ogni genere di errori (…) il pensiero scacchistico è in ultima analisi valultativo e che quindi dobbiamo accettare il fatto che è necessario usare di più il nostro intuito “pensando” di meno e “sentendo” di più, il che a sua volta richiede fiducia nel nostro inconscio.

Lo stesso Rowson per chiarire il suo discorso, sceglie tra le altre due citazioni che vale la pena riportare in questo contesto.
Una è dell’istruttore e scrittore di scacchi Richard James:

Ogni volta che vedo un bambino sbagliare e gli chiedo perché ha fatto quella mossa, la risposta inizia sempre cone “Beh, ho pensato…”. Allora gli dico: “Non pensare, guarda”:

L’altra, è quella di un altro grande filosofo del Novecento, Bruce Lee.
Non pensare. Senti.
Ma l’originale inglese rende meglio:
Don’t think. Feel

Ma è lo stesso Rowson a chiudere il cerchio, citando anche Duchamp. Questo è il brano, che ne precede un altro in cui l’autore scozzese stava facendo l’elogio del pensiero sfumato.

Spesso si pensa che più il giocatore è forte, più i suoi pensierei sono chiari, ma personalmente non credo che sia così. Sembra più vicina al vero un’affermazione come: “più il giocatore è forte, più i suoi pensieri sono completi”, dove per completezza si intende un insieme di varietà, adeguatezza, profondità e precisione. Nonostante la mia passione per i surrealismo, ogni riferimento a Dada è puramente casuale. Subito dopo avere scritto queste righe, però, mi sono ricordato che intorno al 1928 Marcel Duchamp, grande artista nonché ottimo giocatore di scacchi, perse ogni interesse per l’arte e descrisse gli scacchi come la quintessenza di ciò che Dada aveva voluto esprimere.

Se tutto questo non vi basta, se volete saperne di più su questioni estetiche o su come trasformare tutte queste che ora sapete in punti elo, rivolgetevi alla lettura dei testi citati.

L’effetto Regina Rossa

Posted in Altra cultura, Economia, Scacchi by lollipop on novembre 11, 2008

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In “Attraverso lo specchio” di Lewis Carroll, la Regina Rossa dice ad Alice “Now, here, you see, it takes all the running you can do, to keep in the same place, if you want to get somewhere else, you must run at least twice as fast as that!”, che possiamo provare a tradurre così: “Qui, vedi, ci vuole tutta la velocità di cui si dispone se si vuole rimanere in un posto. Se si vuole andare da qualche parte, si deve correre almeno due volte più veloce di così!”.

Puro genio di Lewis Carroll, ed oggi l’effetto Regina Rossa in certi ambienti è un fatto assodato. Quali ambienti? Per esempio, in quello della competizione tra aziende. Qui, a dir la verità, a volte “correre veloci” non basta più neanche per rimanere fermi, tant’è vero che qualcuno parla anche di “escaping the red queen effect”; per progredire, non basta correre ne correre due volte più veloci di così, ma bisogna “correre” in manierà diversa dalla concorrenza, inventandosi nuovi mercati, o cambiando le regole del gioco, etc

L’effetto Regina Rossa è ben noto anche ai biologi evoluzionisti. La “corsa della Regina Rossa” (o anche l’effetto Regina Rossa) è un ipotesi teorica che afferma che in un sistema in evoluzione, il continuo sviluppo è necessario anche solo per mantenere l’adattamento relativo all’ambiente in cui esso evolve (“For an evolutionay system, continuing development is needed just in order to maintain its fitness relative to the systems it is co-evolving with” G. Bell, 1982).

In realtà l’effetto Regina Rossa vale per ogni sistema complesso, e per esempio, in un suo articolo del 1995 Stuart Kauffman fa notare come la maniera in cui evolvono le tecnologie è simile all’esplosione “biologica” del periodo cambriano in cui in un breve (relativamente parlando) lasso di tempo nacquero, si evolsero e scomparvero, interi Phyla animali. Così nel periodo in cui si stava sviluppando la bicicletta, se ne costruivano modelli molto diversi, ma una volta che i modelli principali (o vincenti) si sono affermati, è sempre più difficile portare dei miglioramenti.

Anche negli scacchi, esiste un effetto “Regina Rossa”: arriva un momento, per ogni giocatore, in cui è sempre più difficile migliorare il proprio livello di conoscenza del gioco. Chi nonostante questo, fosse disperatamente in cerca di qualche punto elo in più, dovrebbe iniziare a correre in maniera diversa dalla concorrenza, dedicandosi al miglioramento delle proprie capacità di concentrazione, al controllo delle reazioni emotive…

A scanso di equivoci, vi invitiamo a non confondere la Regina Rossa con la Regina di Cuori, che appare in “Alice nel paese delle meraviglie”, e che “non è” un pezzo degli scacchi ma “è” una carta da gioco.

Illustrazione di John Tenniel (e l’abbiamo presa dalla versione inglese di Wikipedia)

Bluff ed effetto placebo

Posted in Altra cultura by lollipop on novembre 4, 2008
Una molecola di dopamina

Una molecola di dopamina

L’effetto placebo è una sorta di bluff che i medici possono in alcuni casi usare con i loro pazienti. In particolare negli Stati Uniti questa pratica è molto utilizzata, ma si può ben dire che anche i medici italiani, ogni qualvolta prescrivono ricostituenti, vitamine, dimagranti, antiossidanti, cerebroattivi non fanno altro che indirettamente somministrare dei placebi impuri. Va precisato, a scanso di equivoci, che in Italia il medico non può bluffare con il paziente, perché esiste un obbligo di informazione del malato, a carico del medico, sancito dall’articolo 32 della costituzione e dall’articolo 2 della legge di Riforma sanitaria.

Comunque sia, alcune ricerche (ad esempio quelle del gruppo di Jon-Kar Zubieta, che da anni studiano il fenomeno) hanno dimostrato che il placebo ha un vero e proprio effetto fisiologico, con il cervello che rilascia dopamina, un neurotrasmettitore che in pratica agisce come una specie di olio lubrificante del nostro sistema nervoso, e che facilita la trasmissione degli impulsi biochimici all’interno del Sistema Nervoso Centrale.

Fonte: Corriere della Sera, inserto Salute di domenica 17 febbraio 2008, un articolo di Cesare Capone e una nota di D.N.

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