La mossa del cavallo

E nel curriculum dei trader?

Posted in Economia, Scacchi by lollipop on luglio 9, 2008
Un gruppo di trader riflette sull\'andamento delle borse o sulle mosse della loro ultima partita?

Azioni o mosse?

Quando ho raccontato questa storia al presidente di un noto circolo di scacchi dell’Italia del nord, mi ha detto che più di una volta in passato gli sono arrivate comunicazioni di grandi banche o gruppi finanziari che chiedevano se tra i soci del circolo ci fossero giovani neo-laureati potenzialmente interessati ad un attività lavorativa perché avevano notato che la pratica ed una certa conoscenza del gioco degli scacchi erano buoni indicatori delle capacità nel loro campo di attività. La storia è questa, e si trova a pagina 54 del libro di Nassim Nicholas Taleb, Giocati dal caso. Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita, pubblicato in Italia da “Il Saggiatore” nel 2003.

Gli anni novanta hanno visto l’arrivo di persone dalla formazione più ricca e interessante, che hanno reso le sale di trading di gran lunga più divertenti. Mi era finalmente risparmiata la conversazione con gli MBA (Nota: possessori di un Master in Business Administration). Molti scienziati, alcuni dei quali di grandissimo successo nel proprio settore, arrivavano col desiderio di guadagnare meglio e, a loro volta, assumevano persone simili a loro. Per quanto molte di queste persone non avessero un dottorato (in effetti, i dottori di ricerca sono ancora una minoranza), la cultura e i valori cambiarono improvvisamente, aprendosi a una maggiore profondità intellettuale. Questo provocò un aumento della già alta domanda di scienziati a Wall Street, a causa del rapido sviluppo degli strumenti finanziari. La disciplina dominante era la fisica, ma si poteva trovare tra loro qualsiasi tipo di formazione quantitativa. Accenti russi, francesi, cinesi e indiani (nell’ordine) cominciarono a dominare sia a new York che a Londra. Si diceva che ogni aereo proveniente da Mosca avesse almeno l’ultima fila piena di fisici matematici russi en route verso Wall Street (…)
Avevo una predilezione per gli scienziati russi: molti possono essere utilizzati come insegnanti di scacchi …Inoltre, sono estremamente utili nel processo di selezione dei candidati a una posizione. Quando gli MBA fanno una domanda per un posto di trader, sbandierano spesso sul loro curriculum una conoscenza “avanzata” degli scacchi. Ricordo ancora che il responsabile dell’ufficio placement della Wharton Business School ci consigliava di inserire gli scacchi tra le nostre capacità “perché suona intelligente e strategico”. Gli MBA, com’è loro costume, interpretano la loro conoscenza superficiale delle regole del gioco come “approfondita”. Si solito verificavamo l’esattezza di tali asserzioni di esperienza scacchistica (Così come il carattere del candidato) tirando fuori una scacchiera da un cassetto e dicendo allo studente, già pallido: “Jurij vorrebbe scambiare due parole con te”.

La foto è di pocketpower

Per capire qual è il circolo scacchistico di cui si parla all’inizio si può cliccare qui

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Strategie olimpiche: pallavolo

Posted in Sport by lollipop on luglio 4, 2008

Italia - Russia. Europei 2005

Un esembio emblematico dell’importanza dei meccanismi di punteggio sul tempo e sulla strategia di gara è quello legato all’introduzione del “Rally Point System” nella pallavolo. Tradizionalmente i punti si ottenevano solo sul proprio servizio. Perdere un punto sul proprio servizio equivaleva al “cambio palla”. Una prima svolta si ebbe nel 1988 quando fu introdotto il concetto del rally point system solo in caso di eventuale e decisivo quinto set. Nel 1998 la Federazione Mondiale Pallavolo, spinta dalle esigenze televisive cambiò il regolamento ed estese questo sistema di punteggio a tutta la gara. Il cambio palla andava definitivamente in pensione. Un primo effetto voluto, è stato quello della riduzione dei tempi di gioco, la durata delle partite è scesa da poco meno di due ore a circa 80 minuti il primo anno dopo l’introduzione del rally point system, per poi stabilizzarsi intorno ai 90 minuti. Con l’introduzione del Rally Point System la componente dell’errore è diventata molto più importante, se prima ad un errore poteva corrispondere un “semplice” cambio palla, adesso corrisponde un punto.
Il cambiamento ha equilibrato i valori in campo, appiattendo in qualche modo i valori, col sistema del cambio palla, le squadre più forti tendevano a vincere molto di più, i pronostici erano maggiormente rispettati, c’erano meno sorprese. Prima del RPS la squadra più forte, alla lunga, aveva più chances di vittoria. Ora, in una partita secca, può accadere di tutto. Allo stesso modo, prima del RPS era più semplice assistere a rimonte cospicue nel punteggio. Il cambio palla, che frenava l’avanzare dei punti degli avversari, costituiva una salda ancora cui appigliarsi per provare a recuperare la differenza nel punteggio.
Con il Rally Point System chi è avanti nel punteggio, soprattutto ai livelli più elevati e nella pallavolo maschile, dove l’attacco è più forte della difesa, può pensare ad amministrare il punteggio realizzando le situazioni di ricezione-attacco. Partite più brevi, meno punti giocati, più equilibrio, insomma senza esagerare si può dire che con il RPS la pallavolo si è trasformata in un altro sport…

Strategie olimpiche: Basket

Posted in Sport by lollipop on luglio 3, 2008

Pallacanestro

Ha dichiarato Bobby Fischer “Per me gli scacchi somigliano alla pallacanestro: i giocatori si passano la palla finchè non trovano un varco, come negli scacchi, proprio come in un attacco che porta al matto.” In effetti, se può essere sorprendente associare concetti strategici con una gara di atletica, è fuori discussione la ricchezza strategica del basket. Ne è una prova il fatto che in più di un occasione idee nate sotto canestro siano state poi applicate in altri campi; per dirne una, il calcio totale olandese per molti anni era stato chiamato anche “calcio-basket”. La pallacanestro è interessante nel nostro contesto anche perché è forse l’unico, tra tutti gli sport praticati a livello mondiale, a non avere regole universalmente codificate. Ad esempio, fino al 2002 nel basket americano, nell’NBA, era vietata la marcatura a zona.

Questa è un chiaro esempio delle diverese preferenze dei contesti culturali in cui viene giocato il gioco. L’abolizione della zona rende il gioco più spettacolare, ma d’altronde la sua presenza rende più ricco il gioco da un punto vista tattico – strategico. Questo divieto è stato poi abolito qualche anno fa perché invece di andare in direzione dello spettacolo il basket NBA stava diventando troppo “fisico”. In generale le diverse regole statunitensi hanno sempre l’obiettivo di rendere il gioco più spettacolare. Ci sono differenze nel tempo di gioco, nella struttura dei time out, nelle dimensioni del campo, negli atteggiamenti arbitrali (ad esempio i passi in partenza raramente vengono fischiati). Inoltre da circa tre anni nell’NBA è stata inserita in campo un’ulteriore area sottostante il canestro in cui non esiste il fallo di sfondamento. Tale area ha la forma di mezzaluna ed è evidenziata da una linea distante un metro dal canestro, il regolamento prevede che in quest’area il contatto tra 2 giocatori vada totalmente a vantaggio dell’attacco.

Ma il mondo si evolve, le culture si mischiano e così dal 2010 in tutte le manifestazioni più importanti e dal 2011 in tutte le competizioi dei paesi membri la FIBA, la Federazione Internazionale adotterà nuove regole che se non annulleranno del tutto le differenze (rimarranno quelle sulla durata delle partite, sui time out e sulle modalità per richiederli) le renderanno molto meno “sostanziali”. Come ha commentato Val Ackermann, presidente di USA Basketball e rappresentante degli Stati Uniti nel Central Board “La vera novità è il passaggio verso l’unificazione delle regole del basket. E poi il mondo si è ristretto: non c’è alcuna ragione per continuare a giocare con dei regolamenti differenti”.

E poi, oltre a quanto dichiarato da Bobby Fischer, il basket ha qualcos’altro in comune con gli scacchi; entrambi sono stati terreni di scontro e di rivalità tra USA e URSS negli anni della Guerra Fredda. E proprio in quel mitico 1972 in cui Fischer strappò il titolo di Campione del Mondo ai russi, alle Olimpiadi di Monaco la squadra americana per la prima volta nella storia non si aggiudicò il titolo olimpico in una burrascosa finale contro l’Unione Sovietica.

Chi non conosce la storia di questa partita può dare un occhiata su wikipedia (in italiano) oppure su youtube (in inglese).