Il salto della gazzella
Rileggendo “La mente e le menti – Verso una comprensione della coscienza” di Daniel C. Dennett, a pagina 142 della seconda edizione italiana BUR del giugno 2006, mi sono imbattuto in questo pezzo sul bluff che non posso fare a meno di riportare:
(…) Il contesto competitivo è evidente in tutti i casi di comunicazione fra predatore e preda, come nelle comunicazioni minimali della gazzella che salta esageratamente in alto e della lepre che fissa con impudenza la volpe; è ovvio che a questo punto sorge l’opportunità di bluffare. Nella proiezione del futuro, chi riesce a compiere , riguardo all’avversario, previsioni più numerose e migliori di quelle che l’avversario stesso riesce a compiere su di lui, si trova in una situazione di enorme vantaggio; pertanto, l’imperscrutabilità del proprio sistema di controllo è sempre nell’interesse di un agente. L’imprevedibilità è in genere un buon elemento di protezione che non andrebbe mai sciupato, ma dovrebbe sempre essere speso saggiamente. C’è molto da guadagnare dalla comunicazione se essa viene dosata abilmente: una dose di verità sufficiente per mantenere la propria credibilità e una dose di falsità sufficiente per mantenere aperte le proprie opzioni. (Questo è il primo insegnamento nel gioco del poker: chi non bluffa mai non vince mai; ma chi bluffa sempre perde sempre.) Ci vuole un certo sforzo di immaginazione per considerare la lepre e la volpe come agenti che cooperano per risolvere i propri problemi – peraltro collegati – di gestione delle risorse; ma una tregua occasionale va effettivamente a vantaggio di entrambe.
Immagine tratta dal sito www.dakhi.com
Festival della Scienza
Molti eventi interessanti al Festival della Scienza di Genova in programma dal 23 ottobre al 4 novembre 2008.
Il 24 ottobre, alle ore 18.00 presso la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale Lectio Magistralis di Dan Ariely “Prevedibilmente irrazionale – I comportamenti umani contrari alla ragione”. Dal programma: Perché un farmaco di marca dovrebbe essere più efficace di un generico? Perché riteniamo legittimo rubare la cancelleria in ufficio? Perché la lotteria non ci sembra antieconomica? Dan Ariely, autore di Prevedibilmente irrazionale (Rizzoli, 2008), esaminando la sua esperienza proverà a fornire risposte: grande ustionato dopo un attentato terroristico in Israele, ha dovuto subire le conseguenze delle “decisioni irrazionali” prese dalle infermiere che gli strappavano i cerotti. Da allora ha raccolto una vera e propria collezione di quotidiane scelte sbagliate. Dalle conseguenze dell’eccitazione sessuale alle strategie di esposizione delle merci in vetrina, ha scoperto che anche i comportamenti più insensati hanno una logica, radicata nel nostro essere animali più emotivi che razionali. Per fortuna, siamo anche animali prevedibili e un po’ di accortezza potrebbe trasformarci persino in creature (davvero) intelligenti.
Anche due eventi legati agli scacchi: “Vivere da Re” e “Giocando con i Re”.
La conferenza “Vivere da Re” che avrà per tema “Giocatori di scacchi umani e artificiali a confronto” si terrà il 26 ottobre 2008, alle ore 15.00 presso Palazzo Rosso in Via Garibaldi 18. Interverrano Paolo Ciancarini, Lexy Ortega, Antonio Rosino con la moderazione di Giuseppe Sgrò.
Stesso luogo, stessa ora, ma qualche giorno dopo, il 30 ottobre 2008, per partecipare a “Giocando con i Re” (Diversità a confronto: bambini, uomini e donne che giocano a scacchi). Interverranno Marco Antonelli, Igor Efimov, Martha Lorena Fierro Baquero, Roberto Mogranzini, Giuseppe Sgrò.
L’ingresso è riservato agli alunni delle scuole ospiti dell’iniziativa “Scienziati nelle scuole”, ma vale la pena segnalare “La regolarità del caso”, di Bruno Liseo, il 31 ottobre alle ore 11.00, sede ancora da definire. Ecco la descrizione dell’evento tratta dal programma del festival: “Le esperienze tratte dalla vita di ogni giorno indicano come l’incertezza e la casualità siano variabili costanti nella maggior parte delle nostre azioni. Quando acquistiamo un biglietto della lotteria, puntiamo su una corsa o decidiamo di stipulare una polizza assicurativa, stiamo di fatto effettuando una scommessa. I meccanismi attraverso cui stabiliamo quanto e su che cosa scommettere dipendono in larga parte da calcoli statistico-probabilistici e dalla nostra personale funzione di utilità. Sarà poi il caso a stabilire se vinceremo o meno la scommessa. L’obiettivo principale di questa conferenza è illustrare, attraverso alcuni esempi guida, in che modo il caso può essere controllato, ad esempio per poterne trarre un vantaggio economico (fenomeno tutt’altro che raro, come dimostrano gli enormi guadagni dei casinò e delle compagnie assicuratrici). Tra gli argomenti trattati: “I giochi d’azzardo e le lotterie: visto che i casinò vincono sempre, ha senso spendere dei soldi per giocare? E se ha senso, esistono giochi più o meno favorevoli?”; “In base a quali considerazioni decidiamo o meno di stipulare un’assicurazione?”; “È più pericoloso prendere un treno, un aereo o la propria auto?”; “Essendo risultati positivi ad un test diagnostico relativo ad una specifica malattia, quanto è probabile che siamo realmente affetti da quella malattia?”; “Qual è l’informazione che ci può fornire un sondaggio elettorale?”.
Lampo di genio
John Kounios, della Drexel University, Edward M. Bowden e Mark Jung-Beeman della Northwestern University, insieme ad un ampio gruppo di colleghi, si stanno da qualche anno dedicando a ricerche sul “lampo di genio”. In un esperimento, dopo una fase di rilassamento, ogni partecipante ha ricevuto una serie di anagrammi da risolvere. I solutori dovevano poi indicare se la soluzione fosse stata ottenuta provando le varie combinazioni oppure semplicemente guardando il testo.
Si sono ottenuti due gruppi, i creativi ed i metodici. Si è visto che i creativi sfruttavano di più la parte destra del cervello, legata alla capacità di individuare il legami non espliciti tra le varie parti di un problema. Inoltre i creativi tendono a sfruttare la vista a tutto campo senza concentrarsi sui singoli particolari. E in un esperimento simile, si è visto che, quando uno dei volontari aveva un “lampo di genio“, e cioè arrivava alla soluzione di un problema attraverso un intuzione e non con un ragionamento metodico, una piccola parte del lobo temporale destro, il giro temporale anteriore superiore, diventava più attiva. Inoltre, tramite un elettroencefalogramma si è potuto constatare che ci circa un terzo di secondo prima dell’arrivo dell’intuizione si registra un notevole aumento di onde nella banda gamma nell’area del lobo temporale destro, mentre circa un secondo e mezzo prima, in un’altra zona del cervello, veniva registrato l’aumento di onde legate ad uno stato di riposo della mente.
Edward Bowden, descrive così quello che precede il momento prima del “lampo di genio: “il soggetto che si sta cimentando col problema si blocca su un dettaglio. Avrebbe bisogno di reinterpretare il problema e di trovare nuove informazioni per procedere. A volte lo fa inconsapevolmente e allora la soluzione compare all’improvviso. Al soggetto sembra quasi che questa sia comparsa dal nulla”.
In pratica succede che il cervello si prepara alla soluzione di un problema concentrando l’attività in alcune zone limitando tutti le altre attività cerebrali diverse. Una conseguenza diretta di questa scoperta è che si potrebbe capire come mettere le persone nello stato mentale ideale per risolvere problemi, iniziando dalla consapevolezza (anche scientifica) che il cervello deve eliminare ogni fattore di disturbo ancora prima di trovarsi di fronte al problema da risolvere.
L’immagine è di dartar, qui su Flickr.


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