La mossa del cavallo

Racconti matematici

Pubblicato in Libri, Matematica da lollipop il Agosto 31, 2009

copj13Racconti matematici – A cura di Claudio Bartocci – Einaudi 2006

Avevo comprato questo libro nel 2006, dopo aver assistito alla presentazione del libro presso la libreria “La Torre di Abele” di Torino. Era presente il curatore, Claudio Bartocci, che è dicente di Fisica matematica presso l’Università di Genova.

Per qualche ragione il libro era sempre rimasto tra le cose da leggere, e poi per qualche altra ragione il libro è uscito dalla pila ed è finito in quella dei libri da presentare qui. Sono tanti i racconti da consigliare, ma due da soli meritano l’acquisto del volume. “Tennis, trigonometria e tornado” di David Foster Wallace, e di Emmanuel Carrère “Breve ritratto di Alan Turing”. Quest’ultimo non è propriamente un racconto, ma mantiene la promessa fatta nel titolo.

Qualche suggestione sparsa:

Jorge Luis Borges – Il libro di sabbia

Se lo spazio è infinito, siamo in qualunque punto dello spazio. Se il tempo è infinito, siamo in qualunque punto del tempo.

Stanislaw Lem – L’hotel straordinario

Ci ricordammo in questa occasione che quando il Senato di Roma, nel suo servilismo, si era offerto di rinomianre il mese di settembre “Tiberio” in onore dell’imperatore (ai mesi precedenti erano già stati dati i nomi di Giulio Cesare e Augusto), Tiberio aveva risposto causticamente: “E cosa offrirete al tredicesimo Cesare?”

Jorge Luis Borges – Esame dell’opera di Herbert Quain

 …. Poi, risolto ormai l’enigma, v’è un paragrafo vasto e retrospettivo che contiene questa frase: “Tutti credettero che l’incontro dei due giocatori di scacchi fosse stato casuale”. Questa frase lascia capire che la soluzione è erronea. Il lettore, inquieto, rivede i capitoli sospetti e scopre un’altra soluzione, la vera. Il lettore di questo libro singolare è più perspicace del detective. 

David Foster Wallace – Tennis, trigonometria e tornado

 ….. il tennis da manuale non sia altro che geometria piana. È come giocare a biliardo con palle che non ne vogliono sapere di stare ferme. È come giocare a scacchi correndo. Sta all’artiglieria e agli attacchi aerei come il football sta alla fanteria e alla guerra di trincea.

L’arte marziale del poker

Pubblicato in Libri, Poker da lollipop il Agosto 27, 2009

arte marziale poker

L’arte marziale del poker.  Sergio Valzania. Solfanelli Editore 1989

 Un libro con un titolo così, che invita a pensare ad un gioco della mente come a una disciplina marziale, non poteva che suscitare la nostra attenzione. Il volume è fuori catalogo, ma con un po’ di buona volontà se ne può trovare una copia in rete. Il poker di cui si parla qui è quello del gioco all’italiana, non tra i nostri preferiti, ma molte delle considerazioni sono valide per tutte le varianti del poker. I titoli dei capitoli: 1) L’arte marziale 2) Come vincere sempre 3) Come non vincere troppo 4) Teresina e i suoi parenti 5) Gli adepti 6) Le parole per dirlo 7) I numeri 8) L’America.

Un estratto:

Prima ho ammonito a non pretendere troppo dalle mani buone, allo stesso modo adesso vi invito a non buttarle via. Anche se avete l’impressione che nessuno abbia un punto che lo possa spingere a vedere, giocate ugualmente con le vostre carte e non con quelle degli altri che, fra l’altro, a meno che non siate un baro, non conoscete.

Questo dato ci porta finalmente a quella che considero la regola del gioco del poker, quella che veramente gli conferisce la sua dimensione di disciplina dello spirito e di metodo rigoroso di conoscenza per sé e per gli altri: ripetersi sempre.

Lo so cosa sta pensando la maggior parte dei miei lettori, soprattutto tra i meno assidui nella fedele frequentazione del tavolo verde. Un pensiero è balzato repentino alla mente, sostenuto da brandelli di conversazione fatte e ascoltate, da moniti di sedicenti ascerdoti del poker, tutti tendenti a dimostrare come la nostra disciplina agonistica si basi sulla fatalità, la menzogna, la sorpresa.

Non lasciatevi ingannare. Le virtù di una seria pratica sportiva, all’orientale, di una vigorosa arte marziale, non possono che essere il rigore, la perseveranza, la metodica ripetizione dell’atto rituale, la riproduzione di simboli, per farla breve, e la serietà con la quale essa viene attuata.

 Sergio Valzania, giornalista e autore televisivo dal 1999 è direttore di Rai Radio Due e dal 2002 fino al 2009 ha diretto i programmi radiofonici di Radio Due e Radio Tre. Recentemente si è dedicato anche alla scrittura di libri di storia.

L’immagine del libro è tratta dal sito di aste online ebay, uno dei luoghi dove potete cercare il libro.

Pubblicato in Altra cultura, Libri, Scacchi da lollipop il Agosto 13, 2009

camilleriSiamo in Sicilia, autunno del 1877.  E’ in vigore la tassa sul macinato che era sgradita a tutta la popolazione e per gli ispettori dei mulini mandati dal governo centrale la vita non è facile. In questo contesto arriva a Vigata l’ispettore capo Giovanni Bovara, siciliano di origine ma vissuto a Genova fino all’età adulta, che cercando di venire a capo della questione mulini viene anche coinvolto in un caso di omicidio di cui è stato testimone e di cui invece viene accusato.

Qual è la mossa imprevista che compirà il protagonista del libro?

Recuperare il suo dialetto, il siciliano, e con esso un modo di pensare, recuperare le proprie origini e con esso ottenere di comprendere le regole del gioco che giocano i suoi avversari.

E questa comprensione genera un’altra “mossa del cavallo”: mi accusano di un delitto che non ho commosso? Io reagisco accusando a mia volta due che col delitto non c’entrano niente, ma che sono totalmente coinvolti col mondo mafioso contro cui Giovanni Bovara sta combattendo.

Il libro è aperto con una citazione attribuita ad Anatoly Karpov “Il cavallo è l’unico pezzo del gioco che può scavalcare gli altri. Si muove in modo davvero speciale, disegnando una “L”: prima di due caselle in orizzontale o in verticale, come una torre, e poi di una casella a destra o sinistra. Un particolare da non dimenticare: un cavallo che muove da una casella nera arriva sempre in una casella bianca. Al contrario, un cavallo che muove da una casella bianca arriva sempre in una casella nera. Il Cavallo può scavalcare qualunque pezzo.”

Non si muore tutte le mattine

Pubblicato in Altra cultura, Libri da lollipop il Agosto 10, 2009

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Tiravo calci alla porta, ma prendevo il palo. 

 Scendevo di nuovo tutta la scala. Mica lo sapevo se c’era o no. Di sicuro non c’era per me. Però, un poco mi ritenevo fortunato.

A quel punto ci voleva il contrattacco… bisognava!

Tutti possono farceal con l’attacco, è l’istinto, ma a contrattaccare ci vuole più determinazione, più risorsa.

Così finivo caricando in avanti oltre l’ostacolo e la meta.

 

Vinicio Capossela

La teoria delle nuvole

Pubblicato in Libri da lollipop il Luglio 20, 2009

La teoria delle nuvole

Dal romanzo (molto bello) di Audeguy Stephane, un estratto che si collega alle nostre riflessioni sul paradosso del baro:

Prima a pagina 40:  … la menzogna porta in sé una verità superiore a quella dei fatti oggettivamente constatabili.

e poi a pagina 88, una piccola lezione di strategia: 

… un bugiardo abile non propone mai una verità monolitica, che saprà sempre un po’ troppo di prodotto confezionato; compone invece un insieme di particolari, i quali isolati, non dimostrano niente, ma che, per la loro stessa dispersione, provocano un’impressione di verosomiglianza.

Gli eroi della ritirata

Pubblicato in Altra cultura, Libri, Storia da lollipop il Maggio 19, 2009
Hans Magnus Enzensberger

Hans Magnus Enzensberger

“Zig zag – Saggi sul tempo, il potere e lo stile” è una raccolta di saggi di Hans Magnus Enzensberger, pubblicata nel 1997 in Germania e due anni dopo, per Einaudi, in Italia.

Qui ne parliamo perché in uno dei saggi tocca da vicino un argomento di cui abbiamo già parlato, quello della fuga, o per usare l’espressione di Enzensberge, la ritirata.

(…) Fu Clausewitz, il classico per eccellenza del pensiero strategico, a dimostrare che l’operazione bellica più difficile è proprio la ritirata. E ciò vale anche per la politica. Il non plus ultra dell’arte del possibile consiste appunto nel saper rinunciare a una posizione insostenibile. Pertanto, se la grandezza di un eroe dipende dalla difficoltà del compito che deve affrontare, lo schema eroico non dovrà essere soltanto rivisto ma addirittura invertito. Qualsiasi idiota è in grado di lanciare una bomba. Mille volte più impegnativo, invece, è riuscire a disinnescarla.

Abilità e competenza, tuttavia, non bastano certo a far di un uomo un eroe. Ciò che lo rende memorabile è la dimensione morale del suo agire. Eppure è proprio qui che gli eroi della ritirata devono affrontare riserve tanto massicce quanto tenaci. (…)

Chi abbandona le proprie posizioni non rinuncia solo oggettivamente allo spazio, ma anche a una parte di se stesso. Un passo simile può riuscire soltanto a una condizione: che individuo e ruolo si separino. L’ethos dell’eroe consiste appunto nella sua ambivalenza. E l’esperto dello smantellamento, accettando di vivere questa ambivalenza, dà prova della sua fermezza morale. (…)

La solitudine del maratoneta

Pubblicato in Libri da lollipop il Maggio 15, 2009

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Pochi giorni dopo aver pubblicato il racconto di Vincenzo D’Alfonso, La Maratona, abbiamo trovato in libreria “La solitudine del maratoneta” di  Alan Sillitoe (The Loneliness of the Long-Distance Runner) Minimum Fax 2009 (1959).

Si tratta di una raccolta di racconti, e quello che dà il titolo al libro parla dei diversi significati del concetto di vincere… Ve ne proponiamo un brano (pagina 67 dell’edizione italiana 2009)

Alla prima barriera, senza forzare, ero ancora al secondo posto; e se qualcuno di voi vuol sapere come si corre, si ricordi di non avere mai fretta, e di non lasciare mai che nessuno degli altri corridori capisca che si ha fretta anche se è vero. Nella maratona li potete sempre agguantare senza che gli altri capiscano la fretta che avete; e quando avete usato l’astuzia per raggiungere i due o tre che sono in testa allora potete fare, dopo un po’, un bello scatto per piantare in asso gli altri, perché fino a quel momento non avete dovuto forzare. Io correvo con passo regolare e sostenuto, e presto la mia falcata divenne talmente regolare da farmi dimenticare che correvo, e sapevo solo che le gambe si alzavano e si abbassavano e le braccia oscillavano avanti e indietro, e i polmoni non sembravano lavorare affatto, e il cuore smise di battermi all’impazzata come fa sempre all’inizio di una corsa. Perché, vedete, io non gareggio mai; io corro soltanto,e in qualche modo so che se dimentico la gara e mi limito a tenere un buon passo finchè non so più che sto correndo, vinco sempre. Perché quando i miei occhi si accorgoo che sono vicino alla fine del percorso – perché riconosco una barriera per il bestiame o l’angolo di un casolare – faccio uno scatto, e posso farlo così veloce perché fino a quel momento ho l’impressione di non avere corso affatto e di non aver sprecato la minima energia. E ci sono riuscito perché ho continuato a pensare; e mi domando se sono l’unico corridore al mondo con questo sistema di dimenticare che sto correndo perché sono troppo occupato a pensare; e mi domando se qualcuno degli altri ragazzi conosce il mio trucco, anche se sono sicuro di no.

Ritirata strategica

Pubblicato in Libri da lollipop il Maggio 15, 2009

copj13Se avessi degli amici disposti ad ascoltarmi come si ascoltano i guru, darei loro questo consiglio pratico: “Non facciamolo, non andiamo in giro a guardare le cameriere. Manteniamo un minimo di dignità, foss’anche solo quella del granchio: scappiamo di sghimbescio con le nsotre chele aperte e minacciose, come se invece di fuggire spaventati ci ritirassimo strategicamente”: (Una cosa così direi loro).

Il pensiero dei mostri, di Felipe Benitez Reyes è pubblicato in Italia da Fazi Editore (2009, edizione spagnola del 2002).

Il libro in sintesi: Yéremi Alvarado ha molti talenti: è un visionario, un decifratore del pensiero di grandi filosofi, un tossicodipendente appassionato, un inseguitore dell’archetipo femminile, un conduttore di programmi radiofonici clandestini. Filerebbe tutto liscio, in questa sua bizzarra e dissestata esistenza, se non fosse che Yéremi è giunto al guado, al punto di svolta cruciale. Sta per compiere quarant’anni. All’improvviso sente piombargli addosso, implacabile, tutto il peso del passato: un po’ come “un polpo di due tonnellate gli si fosse seduto sulla testa”. Attorno a lui, e a questa sua mal tollerata crisi di mezza età, si affolla una galleria di personaggi, ciascuno con una stramba vocazione da coltivare: un ricercatore di tesori perduti, una veggente televisiva, un insegnante di latino che ha fatto voto di silenzio, un poeta maledetto che sogna di vincere un concorso, una veterinaria che dirige un campo di sterminio per cani randagi, un antiquario violento, un tassista afasico e un cameriere cinese involontariamente trasformato in assassino.

Zugzwang

Pubblicato in Libri, Scacchi da lollipop il Gennaio 22, 2009

Su Turingduchamp tre interventi che ruotano intorno ad una famosa partita di scacchi, la Saemisch – Nimzowitsch, giocata a Copenaghen nel 1923.
Zugzwang” un romanzo di Enrico Faraoni.
Qualche considerazione sul fatto se si tratta di vero Zugzwang …
Ed un altro aneddoto legato agli stessi giocatori.

Qualche libro

Pubblicato in Libri da lollipop il Gennaio 2, 2009

180px-starfish_roentgen_x-ray_01_nevitSu Turingduchamp si parla di alcuni libri dove si sono anche gli scacchi:

Partita Spagnola di Barico e Moiso,

Oceano mare di Baricco

Terra! di Stefano Benni

L’immagine della stella marina, fidatevi (o aprite i link), ma c’entra!