La mossa del cavallo

Giocare e (è) raccontare storie

Pubblicato in Altra cultura, Giochi da lollipop il Settembre 1, 2009

Alex Randolph sul giocare e sul raccontare storie:

Alla fine di un gioco non c’è niente di tangibile, come un poema o un teorema. Alla fine di un gioco non c’è niente. A meno che la partita non sia trascritta, naturalmente, nel qual caso, viceversa, diventa un documento. Ci sono intere librerie riempite con nient’altro che libri di scacchi. Migliaia e migliaia di brillanti partite di scacchi, ma ora senza vita e seppellite nei libri. Non possono essere significativamente comparate a partite in corso, che sono vive e si stanno svolgendo da qualche parte proprio in questo momento.

La categoria più vicina ai giochi è forse il raccontare storie. Anche le storie sono ordinate riproduzioni della vita. Eventi attentamente selezionati e organizzati in sequenza, in modo molto simile ai sassolini del bambino sulla spiaggia.  

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La mossa del cavallo

Pubblicato in Giochi da lollipop il Agosto 13, 2009

horse

Il cavallo nei giochi della famiglia degli scacchi

Negli scacchi cinesi, o Xiangqi, il Cavallo non può saltare, cioè se la prima intersezione ortogonale è occupata da un altro pezzo, proprio o dell’avversario non importa, il Cavallo non potrà muoversi in quella direzione (cioè perde due possibilità di movimento). Al limite, se tutte le intersezioni confinante sono occupate, il Cavallo non può muovere. È evidente allora che può succedere (ed in realtà anche molto spesso) che un Cavallo ne attacchi un altro senza esserne a sua volta attaccato.

Negli scacchi giapponesi, o Shogi, il Cavallo può saltare, ma si muove solo in avanti, cioè può muoversi solo su due caselle (avanti sinistra o destra). Ne risulta che negli Shogi il Cavallo è un pezzo che può essere facilmente catturato da pedoni e pezzi avversari, e quindi non è per niente conveniente muoverlo nelle prime fasi della partita. Del resto un Cavallo in posizione aggressiva (che negli Shogi va sempre inteso nel significato di attacco da matto) può essere un fattore decisivo di vittoria. Quando raggiunge la zona di promozione un Cavallo può essere promosso in Generale oro. La promozione è obbligatoria se il Cavallo raggiunge una delle ultime due traverse (altrimenti è evidente che non potrebbe più muoversi).

Negli scacchi thailandesi, o Makruk, il movimento del Cavallo è identico a quello degli scacchi internazionali, ma poiché è diverso il movimento degli altri pezzi, si può dire che nel Makruk il valore del Cavallo è alquanto maggiore.

Negli scacchi mongoli o Shatar, il movimento è identico, ma il Cavallo ha alcune limitazioni nelle operazioni di matto: la mossa finale quella che dà matto, non può essere una mossa di Cavallo. In quel caso non si ha un matto ma una partita patta!

Documentario sul gioco

Pubblicato in Altra cultura, Giochi da lollipop il Luglio 16, 2009

Ieri ho scoperto per caso su Youtube (attraverso il fenomeno della serendipity)  questo video tratto dalla trasmissione Le Iene e interpretato da Gip. La cornice è ironica, ma in realtà vengono trattari molti dei temi di cui di solito ci occupiamo qui: il terreno di gioco, le regole di gioco, i possibnili atteggiamenti strategici…

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Alex Randolph sugli scacchi

Pubblicato in Giochi, Scacchi da lollipop il Giugno 23, 2009
Alex Randolph

Alex Randolph

Alex Randolph (1922-2004) è in pratica l’inventore della professione di creatore di giochi.

“Un Alfiere sul tavolo non è niente. Un pezzo di legno. Ma messo su una scacchiera, immediatamente sembra riempirsi del desiderio di muoversi, di andarsene nella sua pazza strada obliqua. Ma gli Alfieri sono relativamente recenti negli scacchi. Invece in tutte le forme classiche di scacchi c’è sempre una linea di soldati davanti ai pezzi nobili nel retro: umili pedoni che siamo sempre pronti a mandare avanti perché siano scambiati o sacrificati per un vantaggio minimo; sebbene sappiamo che ognuno di loro ha in sé il potere di essere un giorno promosso e diventare un pezzo maggiore, una metamorfosi che negli scacchi occidentali può essere particolarmente devastante. Possiamo quasi vedere i nostri modesti pedoni cresce e gonfiarsi di importanza quando minacciano la promozione. Un pedone avanzato che si avvicina all’ottava riga sembra Gengis Khan. Ma il più vicino alla vita di tutti i pezzi degli scacchi è naturalmente il cavallo. Da bambino avevo una vera passione per questo pezzo, che ho sempre chiamato cavallo, poiché è ciò a cui assomiglia. Dovunque vedevo una superficie di caselle in una parete o in un pavimento, immaginavo immediatamente una mossa di cavallo. Mi piaceva la sua trasgressività, il suo non rimanere nei ranghi e il suo atterrare sempre in una casella dell’altro colore. Simpatizzavo anche con la reputazione che aveva di non essere un pezzo molto forte. Sebbene, come tutti sappiamo, in buone mani anche un Cavallo può seminare terrore, specie se saldamente piazzato al centro. Nimzovich ha detto che un Cavallo protetto nel centro è come una spina nella gola dell’avversario.”

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Nomadologia

Pubblicato in Altra cultura, Giochi, Scacchi da lollipop il Giugno 4, 2009

Millepiani

Anche Gilles Deleuze e Félix Guattari nella loro opera “Mille piani” usano gli scacchi ed il go per confrontare “la macchina da guerra” e “l’apparato di stato”.

In particolare l’estratto proposto si trova del capitolo XII (Trattato di nomadologia: la macchina da guerra) dell’opera Mille Piani. Nel 1995 l’editore Castelvecchi aveva pubblicato questo capitolo in un volume autonomo sotto il titolo di “Nomadologia – Pensieri per il mondo che verrà”.

Il brano in pdf: Nomadologia

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Scacchi e go (anzi wei-ch’i)

Pubblicato in Giochi, Scacchi da lollipop il Giugno 4, 2009

chess goDal nostro punto di osservazione, uno degli interventi più interessanti del convegno di febbraio “Gli scacchi: un gioco per crescere” è stato quello presentato da G. D’Eredità e F. Spagnolo “Le diversità culturali nelle concezioni tra Oriente ed Occidente osservate attraverso gli scacchi ed il wei-ch’i e le connessioni con la Didattica”

La foto, che rappresenta una “piccola” biblioteca ludica è tratta da flickr

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Poker e scopone scientifico

Pubblicato in Economia, Giochi, Poker da lollipop il Maggio 4, 2009

 

Giocatori di scopone di Renato Guttuso

Giocatori di scopone di Renato Guttuso

Nel suo articolo della domenica sul quotidiano “la Repubblica” ieri (3 maggio 2009) Eugenio Scalfari, parlando delle manovre di questi giorni della Fiat e del suo AD scrive:

“Si dice che il vero gioco prediletto da Marchionne non sia il poker ma invece lo scopone scientifico. Se è vero, quello è il gioco più appropriato a risolvere una partita così complessa e delicata.

Si tratta, come è evidente, di un gioco a incastro che si svolgerà nel mercato mondiale. ….”

Abbiamo capito bene se riassumiamo dicendo che in questo gioco la posizione del quarto sette è più importante di ogni tentativo di bluff?

Per difenderti, attacca

Pubblicato in Economia, Giochi da lollipop il Febbraio 4, 2009

180px-harley-davidson_18Nel gioco del GO esiste una massima strategica che dice “Per difenderti, attacca”: il goban, la tavola di 19 per 19 intersezioni dove si gioca il GO, è troppo grande per essere uniformente controllata e per difendervi passivamente le proprie posizioni. Troppe sono le potenziali debolezze. Quindi è molto più frequente che la cosa giusta da fare sia quella di cercare di lottare per l’iniziativa. Ma allo stesso tempo, la natura del gioco è tale che esiste un’altra regola empirica che dice “Non attaccare per uccidere, attacca per ottenete un piccolo profitto”. Attaccando con troppo vigore si finirebbe per sbilanciarsi troppo, i confini dei nostri territori sarebbero troppo labili e l’avversario potrebbe trarne profitto con un abile contrattacco. In sintesi: la miglior difesa contro un attacco sbilanciato è il contrattacco, negli altri casi, la cosa giusta da fare è lottare per l’iniziativa, con mosse che siano sia d’attacco che di difesa.
Nel libro “The way of go” del 2004 Troy Anderson porta un esempio tratto dal mondo dell’economia, relativo al caso della Harley-Davidson. Quando a metà degli anni Novanta del secolo scorto le aziende motociclistiche giapponesi decisero di entrare nella nicchia di mercato della Harley, questa, con una mossa inaspettata, reagì iniziando a produrre moto più piccole, che era il segmento di mercato in cui le marche giapponesi dominavano incontrastate. L’entrata di un nuovo concorrente costrinse i giapponesi a rimanere concentrati sul vecchio settore e impedì loro di focalizzarsi sulle moto più grosse. Rendando i loro rivali più forti dove erano già forti la Harley- Davidson rimase leader incontrastata del settore delle custom di grossa cilindrata.
Gli altri post di questa serie:
1. La miglior difesa è l’attacco?
2. Il contrattacco
3. Mutarsi in attacco

Qualche domanda a Michele Borassi

Pubblicato in Giochi da lollipop il Gennaio 7, 2009

Stoner trap

Stoner trap


Su Turingduchamp potete trovare una breve (ma densa) intervista a Michele Borassi, campione del mondo di Othello.
Ma si parla anche di Daniel Chavarria e del suo romanzo “Il quarto enigma”, dove uno dei protagonisti è uno scacchista.

All-rounders

Pubblicato in Giochi, Poker, Scacchi da lollipop il Gennaio 5, 2009

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Su Wikipedia abbiamo trovato una interessante voce “List of all-rounders in games of skill”, si tratta di un elenco di giocatori che hanno ottenuto risultati significativi in più giochi della mente (l’elenco comprende gli scacchi internazionali, la dama il backgammon, il bridge ed il poker).
La voce è uno “stub”, cioè una bozza e i criteri per esservi inseriti sono abbastanza stringenti, in quanto sono elencati solo giocatori che hanno vinto qualcosa di importante.
I giocatori sono Mads Andersen (Danimarca, 1971, Backgammon e Poker), John R. Crawford (Usa, 1915 – 1976, Backgammon e Bridge), Billy Eisenberg (USA, 1937, Backgammon e Bridge), Pierre Ghestem (Francia, 1922 – 2000, Dama e Bridge), Oswald Jacoby (USA, 1902 – 1984, Backgammon e Bridge), Irina Levitina (Russia – Usa, 1954, Scacchi e Bridge), Bill Robertie (USA, Scacchi e Backgammon), Dan Harrington (Usa, 1945, Backgammon e Poker), Kit Woolsey (USA, 1943, Backgammon e Bridge).
Interessante notare che dei nove giocatori, ben quattro praticano o hanno praticato l’accoppiata Backgammon – Bridge, il Backgammon è il gioco più presente perché altre due volte si trova accoppiato con il Poker e una con gli Scacchi. Segue il Bridge con sei presenze, mentre una sola presenza ha la dama. Nessun giocatore compare tre volte, anche se si sa che Bill Robertie, nell’elenco per Scacchi e Backgammon e anche molto conosciuto nel mondo del Poker. Una sola donna presente in un elenco nel complesso molto americano (ben sei giocatori, più la russa – americana Irina Levitina).
Ovviamente l’elenco degli all-rounders potrebbe essere molto più lungo eliminando il vincolo “aver vinto qualcosa” o inserendo altri giochi. Per esempio, Yoshhiharu Habu, campione indiscusso di Shogi, gli scacchi giapponesi, si diletta ogni tanto con gli scacchi internazionali ed ha raggiunto il livello di Maestro Fide. Si conoscono anche esempi di giocatori che hanno praticato a buoni livelli gli scacchi e la dama, come Rashid Nezhmetdinov, i due giochi richiedono un livello di specializzazione troppo alto per permettere a qualche plurigiocatore di primeggiare in entrambi i campi. E vista la grossa diffusione che sta avendo il poker tra gli scacchisti, chissà che prima o poi un Grischuck o un Kasimdzhanov non vadano ad inserirsi in questa lista.
La foto è di Williamhartz da Flickr