La mossa del cavallo

Nelle mani del destino

Pubblicato in Altra cultura da lollipop il Dicembre 14, 2009

Un grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attacare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi. Durante la marcia si fermò a un tempio shintoista e disse ai suoi uomini: “Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremop, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino”. Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e getto’ una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà. “Nessuno può cambiare il destino” disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia. ”No davvero” disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt’e due le facce.

Tratta da “101 storie zen” a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps. Adelphi.
All’inizio questa storia mi è parsa appartenere alla categoria dei post sul caso, ma a pensarci bene, non si tratta di un altro esempio del paradosso del baro?

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Attacca, e vincerai

Pubblicato in Altra cultura da lollipop il Dicembre 11, 2009

Underneath an Abiect Willow

Underneath an abject willow,

Lover, sulk no more:

Act from thought should quickly follow.

What is thinking for?

Your unique and moping station

Proves you cold;

Stand up and fold

Your map of desolation.

Bells that toll across the meadows

From the sombre spire,

Toll for those unloving shadows

Love does not require.

All that lives may love; why longer

Bow to loss

With arms across?

Strike and you shall conquer.

Geese in flocks above you flying,

Their direction know,

Icy brooks beneath you flowing,

To their ocean go.

Dark and dull is your distraction:

Walk then, come,

No longer numb

Into your satisfaction.

(“Twelve Songs,” VII)

W.H. Auden

Sotto un abietto salice
non ti affliggere più, innamorato:
segua al pensiero rapida azione.
A che serve pensare?
La tua incessante prostrazione
mostra quanto sei freddo;
alzati, su, e ripiega
la tua mappa di desolazione.

I rintocchi che scorrono sui prati
da quella fosca guglia
suonan per queste ombre senza amore
che all’amore non servono.
Ciò che è vivo può amare: perché ancora
piegarsi alla sconfitta
con le braccia incrociate?
Attacca, e vincerai.
Stormi di anatre in volo sul tuo capo
e sanno dove andare,

freddi ruscelli in corsa ai tuoi piedi

e vanno verso l’oceano.
Cupa e opaca è la tua costernazione:
cammina, dunque, vieni,
non più così tarpato
in preda alla tua soddisfazione.

Taduzione di Gilberto Forti

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Empatia

Pubblicato in Altra cultura, Scacchi da lollipop il Ottobre 6, 2009

CA93VPHJL’empatia è la capacità di comprendere  cosa sta provando un’altra persona (o perlomeno di focalizzarsi sul suo mondo interiore). Il termine deriva dal greco “empateia” composto da en, “dentro” e pathos, “sentimento”.

L’empatia non va confusa con la comprensione intellettuale, che si concentra sui fatti, sulle esatte dinamiche degli avvenimenti. Con l’empatia si legge tra le righe, si colgono gli indizi emozionali, i segnali non verbali e soprattutto si lasciano da parte spiegazioni o schemi di attribuzione di significato preconfezionati.

Secondo Geoffrey Miller (The mating mind) “L’empatia si sarebbe sviluppata perché mettersi nei panni dell’altro per sapere cosa pensa e come reagirebbe costituisce un importante fattore di sopravvivenza in un mondo in cui l’uomo è in continua competizione con gli altri uomini.”

In biologia le ricerche sui meccanismi che regolano l’empatia sono molto attive, come nel caso dei neuroni-specchio, che sono cellule che si attivano sia quando un’azione viene compiuta che quando viene osservata da un altro individuo. In ogni caso, una spiegazione definitiva ancora manca.

 Secondo Paolo Legrenzi (Come nascono le nuove idee – Il Mulino) l’empatia è la capacità di andare sulla stessa lunghezza d’onda delle menti altrui. È la capacità di vedere dentro la mente delle persone con cui interagiamo per prevedere come si comporteranno.

Continua Legrenzi: “Nel mondo delle imprese questo è pane quotidiano. Che cosa avranno pensato di fare i concorrenti e che cosa pensano che noi faremo? E noi che cosa pensiamo che loro pensano di noi. Chi sa meglio decifrare questo gioco di specchi è colui che sa cogliere le più ghiotte opportunità in un mercato competitivo.”

Ora a dir la verità non sono sicuro che quando un manager seduto nel suo ufficio cerca di prevedere cosa sta pensando un altro manager di una ditta concorrente in un altro punto del pianeta stia usando le sue capacità empatiche. Più correttemente si tratta di capacità di previsione intellettuale come specifica più avanti lo stesso Legrenzi, quando inizia a usare il termine inglese “insight”. Il manager mette da parte i propri gusti e le proprie simpatie, per scegliere l’azione che si presume avrà maggiore successo, in base a quanto si assume sceglieranno di fare gli altri (clienti o concorrenti).

Anche quando ci siede ad un tavolino per giocare a scacchi (ma potete pensare praticamente ad ogni altra cosa) l’empatia può essere molto importante, e alcuni giocatori ne hanno fatto il loro marchio di fabbrica (un esempio ovvio è quello di Lasker) ma tutti i giocatori moderni cercano di rendersi invisibili agli occhi dei loro avversari. Qualche tempo fa avevamo pubblicato una news in cui Anand sottolineava l’importanza di nascondere i propri sentimenti (Chess is a form of acting).

L’empatia è importante anche a fine partita, quando si tratta di capire cosa sta pensando il vostro avversario che vi ha appena regalato un punto intero cappellando in una posizione vinta. …. In quel caso magari la vostra migliore decisione strategica potrebbe essere quella di offrirgli una birra…..

Salute!

Riguardo all’immagine scelta, segnaliamo che Gem, personaggio che appare in una puntata del telefilm Star Trek (“L’empatica”) ha la capacità di guarire le ferite altrui trasferendole sul proprio corpo.

Non arrendersi mai

Pubblicato in Altra cultura, Miniature da lollipop il Settembre 25, 2009

churchill

“Noi combatteremo sulle spiagge, combatteremo nei luoghi di sbarco, combatteremo nei campi e nelle strade, combatteremo sulle colline” e sottovoce “e li colpiremo sulla testa con le bottigliette della soda, perchè non abbiamo armi”

W. Churchill

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Giocare e (è) raccontare storie

Pubblicato in Altra cultura, Giochi da lollipop il Settembre 1, 2009

Alex Randolph sul giocare e sul raccontare storie:

Alla fine di un gioco non c’è niente di tangibile, come un poema o un teorema. Alla fine di un gioco non c’è niente. A meno che la partita non sia trascritta, naturalmente, nel qual caso, viceversa, diventa un documento. Ci sono intere librerie riempite con nient’altro che libri di scacchi. Migliaia e migliaia di brillanti partite di scacchi, ma ora senza vita e seppellite nei libri. Non possono essere significativamente comparate a partite in corso, che sono vive e si stanno svolgendo da qualche parte proprio in questo momento.

La categoria più vicina ai giochi è forse il raccontare storie. Anche le storie sono ordinate riproduzioni della vita. Eventi attentamente selezionati e organizzati in sequenza, in modo molto simile ai sassolini del bambino sulla spiaggia.  

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Pubblicato in Altra cultura, Libri, Scacchi da lollipop il Agosto 13, 2009

camilleriSiamo in Sicilia, autunno del 1877.  E’ in vigore la tassa sul macinato che era sgradita a tutta la popolazione e per gli ispettori dei mulini mandati dal governo centrale la vita non è facile. In questo contesto arriva a Vigata l’ispettore capo Giovanni Bovara, siciliano di origine ma vissuto a Genova fino all’età adulta, che cercando di venire a capo della questione mulini viene anche coinvolto in un caso di omicidio di cui è stato testimone e di cui invece viene accusato.

Qual è la mossa imprevista che compirà il protagonista del libro?

Recuperare il suo dialetto, il siciliano, e con esso un modo di pensare, recuperare le proprie origini e con esso ottenere di comprendere le regole del gioco che giocano i suoi avversari.

E questa comprensione genera un’altra “mossa del cavallo”: mi accusano di un delitto che non ho commosso? Io reagisco accusando a mia volta due che col delitto non c’entrano niente, ma che sono totalmente coinvolti col mondo mafioso contro cui Giovanni Bovara sta combattendo.

Il libro è aperto con una citazione attribuita ad Anatoly Karpov “Il cavallo è l’unico pezzo del gioco che può scavalcare gli altri. Si muove in modo davvero speciale, disegnando una “L”: prima di due caselle in orizzontale o in verticale, come una torre, e poi di una casella a destra o sinistra. Un particolare da non dimenticare: un cavallo che muove da una casella nera arriva sempre in una casella bianca. Al contrario, un cavallo che muove da una casella bianca arriva sempre in una casella nera. Il Cavallo può scavalcare qualunque pezzo.”

La mossa del cavallo

Pubblicato in Altra cultura, Scacchi da lollipop il Agosto 12, 2009

cavalloDall’edizione 2007 del dizionario Zanichelli sotto la voce “cavallo” compare anche un modo di dire entrato nel comune linguaggio politico e giornalistico: “mossa del cavallo” dove viene specificato che non si tratta solo dello spostamento a elle di questo pezzo sulla scacchiera ma anche, in senso figurato, di una iniziativa abile e inattesa, che permette di liberarsi da un impedimento o di uscire da una situazione critica.

Per saperne di più un pdf: La mossa del cavallo

Non si muore tutte le mattine

Pubblicato in Altra cultura, Libri da lollipop il Agosto 10, 2009

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Tiravo calci alla porta, ma prendevo il palo. 

 Scendevo di nuovo tutta la scala. Mica lo sapevo se c’era o no. Di sicuro non c’era per me. Però, un poco mi ritenevo fortunato.

A quel punto ci voleva il contrattacco… bisognava!

Tutti possono farceal con l’attacco, è l’istinto, ma a contrattaccare ci vuole più determinazione, più risorsa.

Così finivo caricando in avanti oltre l’ostacolo e la meta.

 

Vinicio Capossela

Canzoni di tattica e disciplina

Pubblicato in Altra cultura da lollipop il Luglio 25, 2009

canzoni_di_tattica_e_disciplina_luminalLuminal  Canzoni di tattica e disciplina 2009

Tattica e disciplina, due degli elementi più importanti per giocare bene a scacchi. Tattica e disciplina, due degli elementi più importanti per fare qualsiasi cosa.

Il titolo del disco d’esordio del gruppo musicale italiano è “titolo dell’anno”… per sentire se vi piace anche la loro musica potete andare sul link.

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Il gatto Chesire (lo Stregatto)

Pubblicato in Altra cultura da lollipop il Luglio 24, 2009

Cheshire_Cat_Tenniel

“Would you tell me, please, which way I ought to go from here?” “That depends a good deal on where you want to get to,” said the Cat. “I don’t much care where –” said Alice. “Then it doesn’t matter which way you go,” said the Cat. “– so long as I get somewhere,” Alice added as an explanation. “Oh, you’re sure to do that,” said the Cat, “if you only walk long enough.”

Nell’immagine il gatto Chesire disegnato da John Tenniel nel 1866.

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