La mossa del cavallo

Why we play games

Pubblicato in Economia, Giochi da lollipop il Settembre 29, 2008

Alla XEODesign progettano giochi per le più svariate piattaforme tecnologiche. Per fare meglio il loro mestiere hanno provato a chiedersi “Why we play games” (Qui). Così hanno condotto delle ricerche tramite osservazione diretta, questionari, interviste, ricerche statitistiche e hanno individuatre quattro aree centrali, che hanno chiamato “Hard Fun”, “Easy Fun”, “Altered States” e “The People Factor”.
La prima area, “Hard Fun” riguarda soprattutto il mettere alla prova le proprie abilità. I giocatori cercano qui la possibilità di sviluppare strategie piuttosto che provare la fortuna. I giochi sviluppati in questa area offrono quasi sempre vari livelli di difficoltà e sono costruiti intorno al raggiungimento di un obiettivo e/o ad un sistema di punteggio. Chi ricerca l’hard fun è più facile che nel gioco trovi anche frustrazione, quando non riesce a raggiungere i suoi obiettivi o quando le sue abilità non si rivelano all’altezza della situazione.

Chi ricerca l’”Easy Fun” ha più voglia di rilassarsi e distrarsi, e i giochi che sono centrati in questa area cercano modi di tenere il giocatore “dentro” il gioco piuttosto che fornirgli interessanti obiettivi da raggiungere. I giocatori qui cercano avventure, nuovi scenari, sono curiosi di vedere che succede ed allo stesso tempo sono attirati da luci, suoni, colori …

Nell’area “Altered States” troviamo quei giocatori che si aspettano che un gioco li faccia sentire meglio, per loro il gioco è una sorta di terapia. L’interazione tra il gioco ed il giocatore crea delle sensazioni che sono la cosa che contano. Per esempio, molti giocatori hanno dichiarato che terminando un livello è come se facessero ordine anche dentro di loro. I giochi che appertongo a questa categoria possono essere anche molto diversi tra di loro come lo possono essere Tetris e Civilization.

Per il “People Factor” quello che conta è il bisogno di socialità, il gioco diventa una scusa per stare con gli amici, per conoscere nuove persone, per entrare a far parte di una comunità.

Interessante, ma non possiamo non pensare alle modalità fondamentali del gioco individuate da Roger Caillois: la competizione (l’Hard Fun), la sorte (l’Easy Fun), la maschera (People Factor) e la vertigine (Altered States).

Io odio John Updike

Pubblicato in Libri, Scacchi da lollipop il Settembre 28, 2008

Su Turingduchamp, “Io odio John Updike” di Giordano Tedoldi.

Qui

Miniature

Pubblicato in Miniature da lollipop il Settembre 28, 2008

La fine comincia dall’inizio

Tenenboym (Michael Chabon)

Giochi di società

Pubblicato in Giochi da lollipop il Settembre 27, 2008

Una partita a Caylus

Il Sole 24 Ore del 30 agosto 2008, nella rubrica Press Club, a cura di Alessandro Giberti, riporta una notizia tratta da “The Economist”: “Tedeschi re dei giochi di società”. Leggiamo:

L’affinità elettiva tra regole e ceppo germanico è ormai un consolidato caso scolastico. Regole, regole, regole, avrebbe scritto in “Hard Times” Charles DIckens se avesse descritto Amburgo, o Lipsia, o Francoforte invece che il tempio dell’utilitarismo, l’immaginaria Coketown. La passione pericolosa dei tedeschi per tutto ciò che sia normato e/o normabile, si riflette, al suo massimo splendore, nel caso dei giochi di società. … Un legame indissolubile. Heinrich Huntelmann, dirigente della Ravensburger, la più grande società produttirce di giochi di società tedesca, lo conferma: nessuno in Europa può paragonarsi ai teutonici in quanto a consumo specifico. Seguono, ma a distanza, francesi e olandesi. I britannici preferiscono i giochi basati sui personaggi televisivi. E gli italiani? “Non sono mai a casa”.

Taggato con:

Il nostro agente all’Avana

Pubblicato in Giochi da lollipop il Settembre 24, 2008

Dove si parla del libro di Graham Greene e di regole della dama.

Qui su Turingduchamp.

Taggato con:,

Miniature

Pubblicato in Miniature da lollipop il Settembre 24, 2008

Genio è una parola. Che cosa significa realmente? Se vinco, sono un genio; se perdo, non lo sono.

Bobby Fischer

Nell’immagine un grafico che rappresenta la “rete sociale” degli avversari di Fischer nella Partita Spagnola, da un lavoro di David Newth.

Taggato con:,

Scacchi, Caffè e caffeina

Pubblicato in Scacchi da lollipop il Settembre 23, 2008

Considerazioni varie sulle proprietà della caffeina, con una riflessione di Wolfgang Schivelbusch sui rituali d’osteria e quelli da Caffè. 
Qui su Turingduchamp.

Genio scacchistico

Pubblicato in Economia, Matematica, Scacchi, Sport da lollipop il Settembre 22, 2008
La Scuola Normale di Pisa

La Scuola Normale di Pisa

I “Bocconi Sport Days”, le olimpiadi dei cervelloni a Volterra e qualche considerazione, con l’aiuto del libro di Jonathan Levitt “Il genio negli scacchi” sul rapporto tra intelligenza e scacchi.

Qui su Turingduchamp.
Nella foto la Scuola Normale di Pisa

Tocatì

Pubblicato in Giochi da lollipop il Settembre 21, 2008

A Verona, dal 26 al 28 settembre 2008, si svolge la sesta edizione di Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi in Strada.

Quest’anno ospite d’onore sarà la Scozia, che tra gli altri presenterà giochi quali lo “Stone lift”: il partecipante deve sollevare fino al petto un masso (una pietra di fiume) dal peso di circa 60 kg, in genere sempre lo stesso usato da generazioni. Chi ci riesce vince un bicchiere di Scotch al pub! E poi ci sono braccio di ferro, vari tipi di lotta e altri ancora. La parte centrale della manifestazione è probabilmente quella relativa ai giochi tradizionali italiani. Abbiamo così giochi di bocce (barandello, bocce quadre, stacchije, ruotta), giochi di birilli (brigghja, gioco delle noci, totara), giochi di corsa (carrettini), giochi di percorso (ciclotappo), giochi di lancio (fiolet, fionda, lancio del maiorchino), giochi di squadra (lippa, porcola, tella), giochi di abilità (punta e cul, trottole), giochi di lotta (s’istrumpa) e poi abbiamo il pizzicantò (costruzione di torri umane), la righea (una sorta di biliardo con le uova) e persino un gioco con un passato di sport olimpico, il tiro alla fune, presente oltre che nelle antiche olimpiadi, anche in quelle moderne, nelle edizioni del 1900 e del 1920.
E poi in nobile gioco della morra, che secondo noi meriterebbe un festival tutto per sè, presto gli dedicheremo un post. Ci sono poi una sezione “giochi urbani” con calciobalilla, frisbee, parkour, e una sezione “laboratori di gioco” che presenta giochi come bilboquet, cerbottana, cerchio, gioco dell’oca, rana. Ed infine una sezione “giochi da tavoliere” con il backgammon, il carrom, la dama, il go e gli scacchi.

Beh, si gli scacchi e gli altri giochi da tavoliere, non saranno il momento centrale del Festival, ma la loro presenza ci ricorda ancora una volta l’universalità di questi giochi strategici, che si possono ben praticare su internet come in un parco o in una piazza, in strada, per l’appunto.
L’immagine, tratta dal sito della manifestazione, illustra un momento del salto del pastore.

Riunioni inutili?

Pubblicato in Economia da lollipop il Settembre 18, 2008
Riunione commerciale

Riunione commerciale

Molti già ci erano arrivati da soli, ma ora due studi lo confermano: la maggior parte delle riunioni di lavoro sono inutili. E si, perché se un vocabolario vi dirà che una riunione è il “ritrovarsi insieme di più persone per discutere o altro” una riunione di lavoro porta con sé il significato di momento in cui si prendono decisioni o delineano strategie. Ebbene, uno studio dell’Università del Michigan è arrivato alla conclusione che almeno la metà delle riunioni sono completamente inutili, mentre secondo uno studio della Harvard Businesses School molti manager nelle riunioni preferiscono stare zitti anziché rischiare di sbagliare. Insomma quando occorre prendere una decisione meglio essere in pochi e trovarsi davanti ad un caffè.

Un articolo di Anais Ginori su “la Repubblica” del 29 agosto 2008 è la fonte di questa notizia.  Qui o anche qui

L’immagine è di “egorego”, qui su flickr

Taggato con:, ,