Cosa c’è nel curriculum dei CEO?
Con un articolo sul Corriere della Sera del 4 luglio 2008 (qui) Guido Santevecchi ci informa di un rapporto sui CEO (Chief Executive Officer) che ci dice che la maggior parte ai tempi del college e dell’università si è distinta più per i meriti sportivi che per i successi accademici. In particolare risulta che tra gli sport preferiti ci sono il rugby (24%) e il calcio (23%) e cioè sport collettivi. Secondo i ricercatori (qui per saperne di più) che hanno condotto il sondaggio “questa preferenza per le competizioni di squadra denota che i ceo più brillanti cercano di raggiungere i loro obiettivi conducendo un team piuttosto che attraverso uno sforzo individuale e concordano la strategia con i collaboratori, piuttosto che imporre con la forza del grado le loro intuizioni”. E più avanti si può leggere che “altra virtù appresa sui campi sportivi è quella di saper trasformare le idee teoriche, le tattiche di gioco studiate sulla carta, in azioni pratiche”. Beh, è quello che sostiene Mark Dvoretsky e noi con lui: é importante conoscere le idee, i metodi e le tecniche generali di conduzione della lotta poichè rivestono un carattere universale.