Strategie olimpiche: Basket

Pallacanestro
Ha dichiarato Bobby Fischer “Per me gli scacchi somigliano alla pallacanestro: i giocatori si passano la palla finchè non trovano un varco, come negli scacchi, proprio come in un attacco che porta al matto.” In effetti, se può essere sorprendente associare concetti strategici con una gara di atletica, è fuori discussione la ricchezza strategica del basket. Ne è una prova il fatto che in più di un occasione idee nate sotto canestro siano state poi applicate in altri campi; per dirne una, il calcio totale olandese per molti anni era stato chiamato anche “calcio-basket”. La pallacanestro è interessante nel nostro contesto anche perché è forse l’unico, tra tutti gli sport praticati a livello mondiale, a non avere regole universalmente codificate. Ad esempio, fino al 2002 nel basket americano, nell’NBA, era vietata la marcatura a zona.
Questa è un chiaro esempio delle diverese preferenze dei contesti culturali in cui viene giocato il gioco. L’abolizione della zona rende il gioco più spettacolare, ma d’altronde la sua presenza rende più ricco il gioco da un punto vista tattico – strategico. Questo divieto è stato poi abolito qualche anno fa perché invece di andare in direzione dello spettacolo il basket NBA stava diventando troppo “fisico”. In generale le diverse regole statunitensi hanno sempre l’obiettivo di rendere il gioco più spettacolare. Ci sono differenze nel tempo di gioco, nella struttura dei time out, nelle dimensioni del campo, negli atteggiamenti arbitrali (ad esempio i passi in partenza raramente vengono fischiati). Inoltre da circa tre anni nell’NBA è stata inserita in campo un’ulteriore area sottostante il canestro in cui non esiste il fallo di sfondamento. Tale area ha la forma di mezzaluna ed è evidenziata da una linea distante un metro dal canestro, il regolamento prevede che in quest’area il contatto tra 2 giocatori vada totalmente a vantaggio dell’attacco.
Ma il mondo si evolve, le culture si mischiano e così dal 2010 in tutte le manifestazioni più importanti e dal 2011 in tutte le competizioi dei paesi membri la FIBA, la Federazione Internazionale adotterà nuove regole che se non annulleranno del tutto le differenze (rimarranno quelle sulla durata delle partite, sui time out e sulle modalità per richiederli) le renderanno molto meno “sostanziali”. Come ha commentato Val Ackermann, presidente di USA Basketball e rappresentante degli Stati Uniti nel Central Board “La vera novità è il passaggio verso l’unificazione delle regole del basket. E poi il mondo si è ristretto: non c’è alcuna ragione per continuare a giocare con dei regolamenti differenti”.
E poi, oltre a quanto dichiarato da Bobby Fischer, il basket ha qualcos’altro in comune con gli scacchi; entrambi sono stati terreni di scontro e di rivalità tra USA e URSS negli anni della Guerra Fredda. E proprio in quel mitico 1972 in cui Fischer strappò il titolo di Campione del Mondo ai russi, alle Olimpiadi di Monaco la squadra americana per la prima volta nella storia non si aggiudicò il titolo olimpico in una burrascosa finale contro l’Unione Sovietica.
Chi non conosce la storia di questa partita può dare un occhiata su wikipedia (in italiano) oppure su youtube (in inglese).
lascia un commento