Miniature
E’ difficile fare previsioni,
soprattutto sul futuro.
Niels Bohr e Yogi Berra
Foto di Mecchendeker,
su Flickr qui
La forza del passato
Sandro Veronesi è oggi probabilmente noto ai più per il libro “Caos calmo” e per il film che ne è stato tratto, ma già alcuni dei suoi romanzi precedenti avevano avuto un notevole successo sia di critica che di pubblico. Per esempio, “La forza del passato”, uscito nel 2000, ha vinto il Premio Campiello ed il Premio Viareggio ed è stato tradotto in 15 lingue: è la storia di un tranquillo quarantenne la cui vita viene sconvolta da una serie di rivelazioni. Prima la sua famiglia appare in pericolo, ma ben presto appare chiaro che ad essere in pericolo è solo il suo equilibrio. Gianni Orzan, così si chiama il protagonista di questa storia, è stato in passato un promettente scacchista, ma ha abbandonato il gioco perché non riusciva a sopportare le sconfitte, ma dalle molte citazioni scacchistiche che fa, si capisce che comunque gli scacchi sono stati, e continuano ad essere, con le loro metafore strategiche, molto importanti per lui.
Così, ad esempio, a pagina 74: “Certo che è veramente difficile avere a che fare con quest’uomo. Tutte le volte che la spara grossa, e uno si sente autorizzato a fare un commento, ne ha sempre una ancora più grossa da sparare subito dopo. È come certi avversari che incontravo ai tornei di scacchi – iugoslavi, soprattutto – che combinavano sempre due attacchi insieme, pelosamente, uno nascosto nell’altro. Io lo sapevo, me lo aspettavo, ma finivo per perderci lo stesso.”
Oppure a pagina 123: “Anche lui, del resto, è rimasto deluso dalla mia pochezza, quasi sconcertato: continua a fissarmi in silenzio, ed è come se sospettasse qualche trappola. Ricordo questa stessa espressione negli occhi di certi avversari – nel periodo in cui ero candidato maestro e tutti si aspettavano grandi cose da me -, al culmine di partite giocate malissimo, sciatte e rinunciatarie, quando finalmente mi decidevo a tentare una combinazione: li illudevo di potterli mettere in difficoltà, e invece due mosse dopo mi ritiravo. Erano quasi più delusi loro di me…”. O ancora a pagina 238 “È la tattica di Bogliasco, degli slavi che mi battevano sempre: iniziativa, digressione, poi due attacchi micidiali – mai uno solo, due – uno di seguito all’altro.”
E poi c’è la storia di Victor Balanda e della sua variante, ma queste sono pagine così clamorose che meritano uno spazio tutto per loro! Ne riparleremo.
Anche su turingduchamp
Lo spaccone
La leggenda di Siviglia
Dopo sei post ed un appendice sui calci di rigore, segnaliamo volentieri questo articolo di Carlo Maerna su “La settimana sportiva”, relativo ai rigori finali della semifinale Germania – Francia dei mondiali del 1982, considerata da molti una delle più belle partite di sempre.
Significati del confine
Piero Zanini, laureato in architettura ha pubblicato diversi libri che parlano di spazio, di territorio, e del modo in cui esso viene vissuto e percepito.
Nell’introduzione a “Significati del confine” (qui su IBS) ci parla della funzione simbolica della scacchiera per lo Xiangqi. Per saperne di più continuare a leggere su turingduchamp.
La foto del fiume giallo è di asterione su flickr.
A cosa gioca Nefertari?
Se volete sapere a cosa gioca la regina Nefertari, potete leggerlo su turingduchamp.
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Il genio altro non è che la capacità di osservare la realtà da prospettive non ordinarie.
William James
Immagine di “JT in a new era” su Flickr qui
Alzare l’asticella
Parlando di salto con l’asta qualche tempo fa avevamo fatto conoscenza con “una nuova tecnica da inserire nel proprio arsenale strategico: alzare l’asticella” L’aveva fatto Giuseppe Gibilisco nella gara in cui diventò campione del mondo nel 2003. Lo ha fatto Yelena Isinbaeva per tornare a battere il suo primato del mondo dopo quasi tre anni. La saltatrice russa non ha rivali nel salto con l’asta femminile e praticamente gareggia in una categoria a sè. Il suo primo record del mondo lo ottenne il 14 luglio 2003 con 4.82 m a Gateshead, Inghilterra. Da allora si era migliorata altre dieci volte per arrivare a 5.01 il 12 agosto 2005, a Helsinki. Poi una lunga pausa, in cui aveva provato più volte, senza successo, i 5.02. Fino a che il suo nuovo allenatore le ha suggerito di lasciare perdere questa misura e di provare direttamente i 5.03. I risultati si possono vedere su youtube qui. Non del tutto una coincidenza, se si pensa che il nuovo allenatore della Isanbaeva è Vitaly Petrov, allenatore anche di Gibilisco nel 2003.
Stanno giocando a un gioco
Stanno giocando a un gioco. Stanno giocando a non
giocare a un gioco. Se mostro loro che li vedo giocare,
infrangerò le regole e mi puniranno.
Devo giocare al loro gioco, di non vedere che vedo il gioco.
R.D. Laing da “Nodi. Paradigmi di rapporti intrapsichici e interpersonali”, pubblicato in Italia da Einaudi.
Grazie a Davide per questo antico consiglio.








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