La mossa del cavallo

Cricket

Pubblicato in Sport da lollipop il Giugno 30, 2008

Il cricket sta invadendo i media di tutto il mondo?

Un articolo sul Sole 24 Ore di sabato 19 aprile 2008 era stato un primo indizio: “India, il cricket entra in affari”. Sotto questo titolo Marco Masciaga su Il Sole 24 Ore analizzava i cambiamenti che stanno avvenendo nel gioco più amato nel paese indiano.


Poi ne ha parlato il Time nella serie di articoli che abbiamo già presentato qualche giorno fa “Games we play – How sports and games have changed our world”.

Ed infine (beh, per ora almeno) un articolo di Shashi Tharoor sull’Internazionale del 27 giugno 2008: “L’India che gioca”, che ci racconta di come “Una terra divisa ed eterogena si ritrova un’unica fede: quella nel cricket” e che nel frattempo si è conclusa la prima stagione dell’Indian Premier league di cui parlava Marco Masciaga.

Shashi Tharoor cita il sociologo Ashis Nandy che sostiene che il cricket è un gioco indiano scoperto per caso dagli inglesi. E poi aggiunge “La sua complessità, le infinite possibilità di conclusione di un tiro, i tanti motivi diversi per cui un battitore può essere eliminato: tutto si addice perfettamente alle forme intircate si questa società”, così come il fatto che le lunghe pause del gioco permettono come ci ricorda il Time, di indugiare nel particolare gusto indiano per le chiacchere e piccole discussioni.

Forse la nuova attenzione per questo sport è conseguenza più generale per la nazione dove questo sport è più popolare, l’India?

Ma dal nostro punto di osservazione il fatto interessante è notare come i cambiamenti che stanno avvenendo nella società indiana si riflettono nei cambiamenti delle regole del cricket.

Un cavallo balza fuori dal nulla, da occidente se preferisci

Pubblicato in Libri, Scacchi da lollipop il Giugno 29, 2008

Quasi tutta l’opera di William Faulkner è ambientata nell’immaginaria contea degli Stati Uniti del sud di Yoknapatawpha, uno dei luoghi immaginari più maestosi della storia della letteratura. E i “Sei racconti polizieschi. Gambetto di cavallo e altre storie”, pubblicati per la prima volta nel 1949 non fanno eccezione, con il protagonista, l’avvocato Gavin Stevens, detective sui generis che fa da “confessore e redentore della gente del Sud”.

Nel racconto che dà il titolo alla raccolta Gavin Stevens gioca a scacchi con suo nipote, ma il gambetto di cavallo avviene nella risoluzione di un caso piuttosto che sulla scacchiera. Continua su

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Thomas C. Schelling

Pubblicato in Uncategorized da lollipop il Giugno 27, 2008

Stasera nell’ambito della manifestazione“La Milanesiana” il premio nobel per l’economia 2005 al Teatro del Verme di Milano.

In Italia è appena stato pubblicato da Bompiani il suo “Micromotivazioni della vita quotidiana“,  ma il libro più famoso di Schelling è sicuramente “La strategia del conflitto” – The strategy of conflict 1960 (qui sul sito della Bruno Mondadori), che è stato uno dei primi e più importanti lavori sui comportamenti strategici.

Sul quotidiano “La Stampa” in edicola oggi un intervista all’autore di Gabriele Beccaria. Una domanda e una risposta.

Nel suo libro spiega che un formicaio è un esempio di efficienza, anche se nessuna formica sa bene che cosa fanno le altre. E noi? “Nel caso delle formiche tutto funziona: è la conseguenza di milioni di anni di evoluzione. Quando si passa al genere umano, invece, molte situazioni non hanno più legami con le leggi della sopravvivenza e non esiste una forza che elimini i comportamenti sbagliati. Il mio libro è un tentativo di identificare le conseguenze di scelte che non corrispondono alle previsioni e alle attese.”

Scacchi e pugilato

Pubblicato in Scacchi, Sport da lollipop il Giugno 26, 2008

Ancora un collegamento tra questi due mondi solo apparentemente così lontani.

Sul quotidiano “la Repubblica” del 18 giugno 2008, Antonio Monda, presentando una storia culturale del pugilato appena uscita negli Stati Uniti, “Boxing, a cultural history” di Kasia Boddy ci ricorda che Joyce Carol Oates (autrice, tra le altre cose, di “On boxing”) teorizza che quando è combattuta al massimo livello la boxe è più simile agli scacchi che ad una rissa di strada.

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Strategie olimpiche. Salto con l’asta

Pubblicato in Sport da lollipop il Giugno 25, 2008

Sergei Bubka (nell’immagine una scultura che lo rappresenta; Donetsk, in Ucraina) ha dichiarato “I love the pole vault because it is a professor’s sport. One must not only run and jump, but one must think. Which pole to use, which height to jump, which strategy to use. I love it because the results are immediate and the strongest is the winner. Everyone knows it. In everyday life that is difficult to prove.”

Strategia? Quale strategia in un gara di salto con l’asta? Beh, il regolamento prevede vari momenti in cui utilizzare idee strategiche quali, la scelta della misura a cui entrare in gara, le misure eventualmente da passare, …. Va poi segnalato che ogni atleta ha a disposizione tre salti e ogni volta che una misura viene superata, la quantità dei salti viene riportata al numero di tre. Di solito ogni atleta utilizza tutti e tre i salti per una stessa misura, ma non si tratta di un obbligo. È possibile fallire uno o due salti ad una determinata misura e poi provare con il secondo e/o terzo salto una misura più alta. Per vincere i mondiali di atletica del 2003 l’atleta italiano Giuseppe Gibilisco fece proprio qualcosa del genere. Dopo due errori alla quota di 5.75, Gibilisco decise di provare l’ultimo salto a sua disposizione direttamente alla misura di 5.80. Superò questa misura e fu premiato da questo azzardo, perché poi superò, senza più commettere errori, anche le misure di 5.85 metri e quella di 5.90. Se si pensa che prima della gara il record personale di Gibilisco, nonché record italiano di Gibilisco era di 5.82 metri, non si può non riconoscere l’effetto psicologico di quell’ultimo salto alla misura di 5.80.

Alzare l’asticella, una nuova tecnica da inserire nel proprio arsenale strategico.

Ombre senza nome

Pubblicato in Libri da lollipop il Giugno 25, 2008

Un romanzo di scambi d’identità, di sfide tra uomini e tra gli uomini e la storia, in cui gli scacchi rappresentano uno dei terreni privilegiati in cui queste sfide si svolgono. Dello scrittore messicano Ignacio Padilla.

http://www.turingduchamp.org/detnotizia.asp?id=148&argomento=70&page=1

Games we play

Pubblicato in Uncategorized da lollipop il Giugno 23, 2008

Chi ha inventato gli scacchi? Perchè in Pakistan si gioca a Polo? Dalla Cornovaglia alla Corea, un viaggio attraverso giochi e sport che hanno cambiato e il mondo. Sul sito del Time:

http://www.time.com/time/2008/journey/graphic/

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Strategie olimpiche (800 m)

Pubblicato in Sport da lollipop il Giugno 23, 2008

 

Partire dopo (piano) per arrivare prima? Gli 800 metri sono una gara di mezzofondo veloce, due soli giri di pista, si direbbe che non c’è spazio per decisioni tattico- strategiche. Invece no, si sa ad esempio che stare in testa al gruppo può essere svantaggioso, poichè i corridori che seguono hanno la facoltà di scegliere il momento in cui accellerare; va anche considerato che la resistenza dell’aria è maggiore per chi sta in testa al gruppo. I corridori poi cercano di correre sulla “corda”, cioè il più vicino possibile alla linea di pista interna, così da percorrere meno spazio, ma in questo modo spesso rischiano di rimanere imbottigliati dagli altri corridori. Stare troppo indietro ha pure i suoi difetti, in quanto la distanza da percorrere in rimonta potrebbe risultare eccessiva. Si tratta comunque di una tattica che può dare i suoi frutti, come hanno dimostrato la britannica Kelly Holmes ad Atene 2004 e, in maniera ancora più clamorosa, l’americano Davis Wottle a Monaco 1972.

http://it.youtube.com/watch?v=5LHid-nC45k

http://it.youtube.com/watch?v=CNsidR0Do2k

Le immagini della rimonta di David Wottle sono fantastiche, pur avendole viste molte volte, ogni volta non ci credo e mi chiedo come farà a vincere, ma ancora più spettacolare è quanto accaduto alle olimpiadi di Berlino del 1936: l’americano John Woodruff era il favorito ma durante il primo giro rimase intrappolato sulla corda; se a quel punto avesse cercato di divincolarsi e qualcun altro fosse caduto, sarebbe stato squalificato. Woodruff ha poi dichiarato che a quel punto non credeva di riuscire a vincere, ma che comunque sentiva di dover fare qualcosa. Ma cosa? Beh, semplicemente John si fermò, fu superato da tutti, e poi ricominciò a correre, guadagnò la prima posizione, la riperse per poi riprenderla fino alla fine all’ultima curva.

Gambe veloci, polmoni resistenti, e un un cervello fine!

http://en.wikipedia.org/wiki/John_Woodruff

Il dilemma del doping

Pubblicato in Matematica, Sport da lollipop il Giugno 22, 2008

 

L’articolo di copertina del numero di “Le Scienze” di giugno 2008 è dedicato al “Dilemma del doping”: “Barare conviene. La teoria dei giochi spiega perché il doping è così diffuso in sport come atletica e ciclismo. E suggerisce come sconfiggerlo”.

Il concetto centrale che Michael Shermer esprime nell’articolo è che “Nella teoria dei giochi, una situazione in cui nessun giocatore ha qualcosa da quadagnare cambiando la propria strategia è definita equilibrio di Nash … Per mettere fine al doping, il gioco si dovrebbe ristrutturare in modo che la competizione pulita sia in una situazione di equilibrio di Nash. Nella matrice del gioco, gli organi di controllo dovrebbero cambiare i valori di payoff. Quando gli altri gioatori rispettano le regole, il payoff per fare altrettanto deve essere maggiore rispetto al payoff che si ottiene barando ….”

Questo è quello che ci suggerisce la teoria dei giochi, e per raggiungere questo obiettivo, Shermer propone i seguenti suggerimenti:

- immunità per il doping assunto in passato

- aumento del numero di atleti controllati

- ricompensa per gli scienziati che sviluppano test per nuove sostanze

- aumento delle sanzioni

- squalificare tutti i membri di una squadra se uno solo è positivo

 

…” credo che questi cambiamenti riporterebbero la psicologia del gioco dal tradimento alla cooperazione”.

 

Michael Shermer è stato un ciclista dilettante di alto livello, è ora giornalista e scrittore.

 

 

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Il_dilemma_del_doping/1331466

 

http://www.michaelshermer.com/

 

http://www.skeptic.com/

Ancora su “Re in fuga”

Pubblicato in Libri, Scacchi da lollipop il Giugno 22, 2008

Sulla rivista Mente&Cervello  intervista a Vittorio Giacopini, autore del libro su Bobby Fischer “Re in fuga”. Su turingduchamp