Il bluff_5
Un’altra storia di bluff riuscito è quella, che sembra tratta da un film ma non lo è, di Edith Bonnessen, una ragazza danese che durante l’occupazione tedesca faceva parte della resistenza antinazista. Edith deve uscire da un edificio che è pieno di soldati e di SS. “La ragazza si dirige senza esitazione verso l’uscita, sfoggiando grandi sorrisi e salutando chiunque incontri. Sfortunatamente l’uscita è presidiata da due SS, che controllano i lasciapassare. Edith torna sui suoi passi, entra in ufficio, afferra alcuni documenti a caso, esce e si mette alle costole di due colonnelli che stanno per uscire dall’edificio. Le guardie alla porta scattano sull’attenti davanti ai superiori; la ragazza, imperterrita e imperturbabile, continua a seguire i colonnelli. Quando i due ufficiali salgono in auto, Edith li saluta, avendo cura che i colonnelli non la sentano ma che il saluto sia invece avvertito distintamente dalle due SS di guardia alla porta, che stanno osservando la scena. Infine, tranquillamente si mescola ai passanti e scompare”.
Questa storia la abbiamo presa in prestito dal libro di Matteo Rampin “Le astuzie dell’occidente”.
I bluff che avvengono nel gioco come “play” quasi sempre esauriscono il loro valore nella singola partita e quasi mai si trova un significato a lungo termine; immaginiamo che la protagonista di questa storia a lieto fine non avrà tentato di applicare una seconda volta la sua strategia.
Anche qui il meccanismo del bluff è diverso da quelli precedenti; qui la puntata di Edith non cerca di vincere il piatto puntando molto su una combinazione scadente, ma il suo è un bluff “inverso”: Edith cerca di vincere (uscire dall’edificio) puntando pochissimo (non cercando di nascondersi) su un piatto molto alto (la vita, la libertà).
5_continua
http://www.internetbookshop.it/code/9788879288569/rampin-matteo/astuzie-dell-occidente.html
Tag: bluff, fuga, matteo rampin