Luglio 18, 2008 by lamossadelcavallo
Dopo sei post ed un appendice sui calci di rigore, segnaliamo volentieri questo articolo di Carlo Maerna su “La settimana sportiva”, relativo ai rigori finali della semifinale Germania - Francia dei mondiali del 1982, considerata da molti una delle più belle partite di sempre.
Tag: calcio, calcio di rigore, germania francia 1982
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Luglio 18, 2008 by lamossadelcavallo

Il Fiume Giallo
Piero Zanini, laureato in architettura ha pubblicato diversi libri che parlano di spazio, di territorio, e del modo in cui esso viene vissuto e percepito.
Nell’introduzione a “Significati del confine” (qui su IBS) ci parla della funzione simbolica della scacchiera per lo Xiangqi. Per saperne di più continuare a leggere su turingduchamp.
La foto del fiume giallo è di asterione su flickr.
Tag: confine, Piero Zanini, scacchi cinesi, Xiangqi
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Luglio 16, 2008 by lamossadelcavallo

Nefertari gioca
Se volete sapere a cosa gioca la regina Nefertari, potete leggerlo su turingduchamp.
Tag: Nefertari
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Luglio 16, 2008 by lamossadelcavallo

Ajax Xiangqi
Se siete curiosi di sapere a che punto è l’eterna lotta uomo-macchina nell’ambito dello Xiangqi (anche conosciuti come scacchi cinesi) potete dare un occhiata qui.
La foto è di Kairin, qui su Flickr.
Tag: scacchi cinesi, Xiangqi
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Luglio 16, 2008 by lamossadelcavallo

Il genio altro non è che la capacità di osservare la realtà da prospettive non ordinarie.
William James
Immagine di “JT in a new era” su Flickr qui
Tag: Genio, Miniature
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Luglio 14, 2008 by lamossadelcavallo

La Isinbaeva ad Osaka 2007
Parlando di salto con l’asta qualche tempo fa avevamo fatto conoscenza con “una nuova tecnica da inserire nel proprio arsenale strategico: alzare l’asticella” L’aveva fatto Giuseppe Gibilisco nella gara in cui diventò campione del mondo nel 2003. Lo ha fatto Yelena Isinbaeva per tornare a battere il suo primato del mondo dopo quasi tre anni. La saltatrice russa non ha rivali nel salto con l’asta femminile e praticamente gareggia in una categoria a sè. Il suo primo record del mondo lo ottenne il 14 luglio 2003 con 4.82 m a Gateshead, Inghilterra. Da allora si era migliorata altre dieci volte per arrivare a 5.01 il 12 agosto 2005, a Helsinki. Poi una lunga pausa, in cui aveva provato più volte, senza successo, i 5.02. Fino a che il suo nuovo allenatore le ha suggerito di lasciare perdere questa misura e di provare direttamente i 5.03. I risultati si possono vedere su youtube qui. Non del tutto una coincidenza, se si pensa che il nuovo allenatore della Isanbaeva è Vitaly Petrov, allenatore anche di Gibilisco nel 2003.
Tag: Alzare l'asticella, Salto con l'asta, Vitaly Petrov, Yelena Isinbaeva
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Luglio 12, 2008 by lamossadelcavallo
Stanno giocando a un gioco. Stanno giocando a non
giocare a un gioco. Se mostro loro che li vedo giocare,
infrangerò le regole e mi puniranno.
Devo giocare al loro gioco, di non vedere che vedo il gioco.
R.D. Laing da “Nodi. Paradigmi di rapporti intrapsichici e interpersonali”, pubblicato in Italia da Einaudi.
Grazie a Davide per questo antico consiglio.
Tag: Laing, Nodi
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Luglio 12, 2008 by lamossadelcavallo

Schermidori in azione in un club di Torino
A volte qualcuno prova a indagare oltre le caratteristiche superficiali di situazioni complesse allo scopo di identificare non solo le strutture profonde che le sorreggono, ma anche i processi che portano a queste strutture. È quello che ha fatto ad esempio Emanuel Lasker, nei suoi scritti e nelle sue partite. Così, il suo Manuale degli Scacchi può essere letto come un vero e proprio manuale di strategia e le idee ivi espresse possono essere applicate ai campi più disparati. Ad esempio alla scherma, come fa Harold Hayes, che in un articolo del 1991 afferma che il manuale di Lasker gli ha chiarito molti aspetti della strategia schermista in una maniera che molti testi specifici non erano riusciti a fare.
Il concetto fondamentale è quello di bilanciamento strategico: “Se i vantaggi del mio avversario sono compensati dai miei, allora la posizione è bilanciata; in quel caso, nessun tipo di attacco, il cui scopo è quello di vincere, deve essere intrapreso. L’idea del bilanciamento strategico deve essere sufficiente a convincerci che con il miglior gioco da entrambe le parti posizioni ‘bilanciate’ si trasformano in altre posizioni ‘bilanciate’. Solo dopo che l’equilibrio della posizione è stato disturbato, così che uno dei giocatori ha dei vantaggi non bilanciati, allora questo giocatore avrà il diritto di attaccare per vincere”.
Secondo Hayes il capire e l’usare questo concetto di “bilanciamento strategico” è la via che porta all’intelligenza schermistica. Nel mondo della scherma si dice che l’obiettivo è”toccare senza essere toccati”. Ma salire sulla pedana con questo scopo può essere molto frustante, perché si perde di vista il come farlo. Si perde di vista la dimensione superiore del gioco, e cioè quella delle attività preparatorie da cui emergono opportunità di attacchi (quando la posizione si è sbilanciata a nostro favore) o di difesa (quando l’avversario attacca senza averne il diritto). Lo schermidore strategico dedica grande attenzione al creare le giuste condizioni per un attacco, consapevole che “quando arriva il tempo di attaccare, allora c’è sempre abbastanza tempo per attaccare, ma quasi mai abbiamo il tempo sia per prepararci all’attacco che per l’attacco vero e proprio”. Allo stesso modo ci assicura Lasker che quando sulla scacchiera emerge una posizione di preponderante vantaggio c’è sempre una combinazione implicita in quella posizione, non importa quanto nascosta. L’educazione nell’arte della scherma prepara lo schermidore a sostenere un dialogo razionale con l’opponente nel linguaggio della lotta.
Questo linguaggio ha molti dialetti, e molti temi universali. La scherma stessa è forse il Re di questi dialetti, mentre gli scacchi sono la Regina. L’educazione di uno schermidore sviluppa familiarità con molti tipi di relazioni che possono esistere tra le azioni della scherma e le infinite variazioni che le collegano. Con l’esperienza pratica lo schermidore si familiarizza con i motivi che lo aiutano a riconoscere una posizione vantaggiosa, e i segnali della presenza di una possibile combinazione. In un duello reale, l’attenzione al bilanciamento strategico aiuta a focalizzarsi sul momento presente, che è sempre il frutto di processi in divenire.
L’immagine è di erobe su flickr
Articolo pubblicato anche su turingduchamp turingduchamp con il titolo “Scacchi alla velocità della luce”.
Tag: Lasker, Scacchi, scherma, strategia
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Luglio 9, 2008 by lamossadelcavallo

Azioni o mosse?
Quando ho raccontato questa storia al presidente di un noto circolo di scacchi dell’Italia del nord, mi ha detto che più di una volta in passato gli sono arrivate comunicazioni di grandi banche o gruppi finanziari che chiedevano se tra i soci del circolo ci fossero giovani neo-laureati potenzialmente interessati ad un attività lavorativa perché avevano notato che la pratica ed una certa conoscenza del gioco degli scacchi erano buoni indicatori delle capacità nel loro campo di attività. La storia è questa, e si trova a pagina 54 del libro di Nassim Nicholas Taleb, Giocati dal caso. Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita, pubblicato in Italia da “Il Saggiatore” nel 2003.
Gli anni novanta hanno visto l’arrivo di persone dalla formazione più ricca e interessante, che hanno reso le sale di trading di gran lunga più divertenti. Mi era finalmente risparmiata la conversazione con gli MBA (Nota: possessori di un Master in Business Administration). Molti scienziati, alcuni dei quali di grandissimo successo nel proprio settore, arrivavano col desiderio di guadagnare meglio e, a loro volta, assumevano persone simili a loro. Per quanto molte di queste persone non avessero un dottorato (in effetti, i dottori di ricerca sono ancora una minoranza), la cultura e i valori cambiarono improvvisamente, aprendosi a una maggiore profondità intellettuale. Questo provocò un aumento della già alta domanda di scienziati a Wall Street, a causa del rapido sviluppo degli strumenti finanziari. La disciplina dominante era la fisica, ma si poteva trovare tra loro qualsiasi tipo di formazione quantitativa. Accenti russi, francesi, cinesi e indiani (nell’ordine) cominciarono a dominare sia a new York che a Londra. Si diceva che ogni aereo proveniente da Mosca avesse almeno l’ultima fila piena di fisici matematici russi en route verso Wall Street (…)
Avevo una predilezione per gli scienziati russi: molti possono essere utilizzati come insegnanti di scacchi …Inoltre, sono estremamente utili nel processo di selezione dei candidati a una posizione. Quando gli MBA fanno una domanda per un posto di trader, sbandierano spesso sul loro curriculum una conoscenza “avanzata” degli scacchi. Ricordo ancora che il responsabile dell’ufficio placement della Wharton Business School ci consigliava di inserire gli scacchi tra le nostre capacità “perché suona intelligente e strategico”. Gli MBA, com’è loro costume, interpretano la loro conoscenza superficiale delle regole del gioco come “approfondita”. Si solito verificavamo l’esattezza di tali asserzioni di esperienza scacchistica (Così come il carattere del candidato) tirando fuori una scacchiera da un cassetto e dicendo allo studente, già pallido: “Jurij vorrebbe scambiare due parole con te”.
La foto è di pocketpower
Per capire qual è il circolo scacchistico di cui si parla all’inizio si può cliccare qui
Tag: Scacchi, finanza, curriculum, trader
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Luglio 8, 2008 by lamossadelcavallo
Con un articolo sul Corriere della Sera del 4 luglio 2008 (qui) Guido Santevecchi ci informa di un rapporto sui CEO (Chief Executive Officer) che ci dice che la maggior parte ai tempi del college e dell’università si è distinta più per i meriti sportivi che per i successi accademici. In particolare risulta che tra gli sport preferiti ci sono il rugby (24%) e il calcio (23%) e cioè sport collettivi. Secondo i ricercatori (qui per saperne di più) che hanno condotto il sondaggio “questa preferenza per le competizioni di squadra denota che i ceo più brillanti cercano di raggiungere i loro obiettivi conducendo un team piuttosto che attraverso uno sforzo individuale e concordano la strategia con i collaboratori, piuttosto che imporre con la forza del grado le loro intuizioni”. E più avanti si può leggere che “altra virtù appresa sui campi sportivi è quella di saper trasformare le idee teoriche, le tattiche di gioco studiate sulla carta, in azioni pratiche”. Beh, è quello che sostiene Mark Dvoretsky e noi con lui: é importante conoscere le idee, i metodi e le tecniche generali di conduzione della lotta poichè rivestono un carattere universale.
Tag: calcio, manager, ceo, Guido Santevecchi, rugby, Sport
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